sabato 12 dicembre 2015

DJ CRONACHE - Episodio 4

Bon, cambiamo  un po' titolo, rendiamolo più figo e originale che sennò sembravo la copia sfigata di un blog dedicato a Tiesto, invece così anche.

Quest'oggi vi narro di un periodo della mia carriera in cui iniziavo ad essere famoso un pochino conosciuto, grazie alle mie apparizioni in vari programmi di una nota radio nazionale, che per non sputtanare nessuno, chiameremo col nome in codice di n3a.

Ogni riferimentoblablabla è puramente casuale, giurin giurella.

Scrivo queste cronache in ordine sparso, a seconda, terza e quarta di come me le ricordo, cioè hzzo (acca-zzo), perciò non pensate nemmeno che io stia scrivendo una storia in ordine temporale, perché anche no.

Allora nel periodo in questione, lavoravo in quel noto locale della scena dei locali di Roma, insieme al dj broccoloide, quello di cui parlo nel primo capitolo della saga (che trovate cliccando qui) che metteva due volte di fila lo stesso disco svuotapista, per un totale di mezz'ora di musica che nessuno ballava e invece di essere licenziato in tronco seduta stante e alla velocità del suono, è tuttora in quella consolle dopo 30 anni, a mettere gli stessi identici dischi.

Era il mio primo periodo "bootleg", che vuol dire che mi facevo dei remix miei personali di brani di successo del momento e li suonavo in discoteca e li facevo pure suonare da dj amici di cui mi fidavo e di cui avevo stima (nessuno).

Insomma su radio n3a mandavano il mio remix di questo pezzo qui :


Daje, tutti in coro "oh oooooooooo...oh ooooooooo", lo so che la state cantando.

Funzionava, cacchio se funzionava. Lo mettevo io stesso e la gente abballava, cacchio se abballava.

Io che metto i dischi e la gente che abballa. Sì, credici.
E facevano il coretto, tutti.

Non ce l'ho da postarlo, sennò ve lo facevo sentire, ma vabè immaginatevi questa canzone, con sotto una base dance semplice che funziona e che fa abballare tutti.

A quelli della radio piaceva così tanto che lo mettevano con un bel jingle personalizzato tutto mio, che faceva l'invidia di molti.

Roba che ricevevo sms vari di complimenti.

Il dj carciofo di cui sopra, aveva uno sguattero, un pischelletto iovine iovine che slecca diqqua e slecca dillà, da cliente pagante del locale aveva fatto carriera ed era arrivato pure a mettere i dischi lui insieme al dj cavolfiore e a scroccare drinks alle bariste gnocche.

Poi con una barista gnocca ci si è pure fidanzato.

Vedi a fa' il ruffiano....

Praticamente succede che il mio remix in questione, passa in radio un sabato pomeriggio e mi telefona il pischelletto iovine iovine, chiedendomi se conoscevo chi lo aveva fatto.

No giuro.

Vabò decido di essere generoso, masterizzo un ciddì e glielo porto.

Anche la mia ex fa facce così.
Il dj asparago se ne appropria tipo subito e dal momento che il pischelletto iovine iovine faceva la bava, tipo Homer quando pensa ai donuts, o qualsiasi altra roba ingrassante, trigliceridante, potenzialmente infartante, il normalissimo senso della deduzione di un qualsiasi essere umano avrebbe suggerito che il remix sarebbe stato suonato durante la serata, onde trarne giovamento per i seguenti motivi : 

  1. Era un remix di un brano di successo, quindi funzionava per forza.
  2. Andava già in radio, quindi stava diventando conosciuto.
  3. Avrebbe portato prestigio alla discoteca, il fatto di averlo in esclusiva.
  4. Avrebbe portato prestigio ad un collaboratore (e quindi di nuovo al locale che lo aveva in forze) il diffondere la notizia di avere un brano in rotazione su radio nazionale, con jingle personalizzato, suonato da diversi top dj del settore e molto funzionante in pista.

E voi penserete che sarà andata così.

Anche no, invece.

Mang'pu cazz!

Ecco.
La serata volge al termine e del remix non c'è traccia, vedo i due sghignazzarsela tra loro, avete presente quando due coglionazzi fanno ciccì ciccì come le comari, no?

Roba che tipo io, mi fermo 10 minuti, vado nell'altra sala a controllare il tasso di patonza presente.

E niente, vado e sembra che il dj spinacio stia concludendo il suo dj resident set con sonorità più ricercate, quindi niente commercialedemmerda, soprattutto niente remix bootleg di brani r'n'b di successo, prodotti da collaboratori talentuosi di cui probabilmente si crepa di invidia.

Constatato il tasso zero percento di gnocca della sala attigua, torno immediatamente in consolle.........eeeeeeeeeeee


...cosa usciva secondo voi dalle potenti casse acustiche della nota discoteca romana?

Forse il nuovo singolo di dj Matrix?

Forse un remix di Gabbriponte?

Forse una robaqualsiasi di Tiesto? Di Armin? Di Corsten? Di Martin Gar.......ah no...quello mi sa che manco era nato, proprio.

Ebbene sì, era il mio remix!

Yuppi.

No cioè...capitocheroba?

I due inciucioni, hanno aspettato che me ne andassi, per suonare il mio remix.

No, non me la volevano dare la soddisfazione, no.

Stronzi.

Però quel periodo fu davvero pregno di fomento produttivo.

Io ho "stampato", tu no.
Era l'epoca in cui poi uscì il primo disco (in vinile, i ciddì grandi, per capirci) con su un mio nome d'arte, era l'epoca in cui iniziavo a fare produzioni serie e allora anche chi mi stava intorno veniva contagiato dall'atmosfera.

Tanto che anche il dj barbabietola, si deve esser detto che era ora di fare "il disco".

Allora, qualche tempo dopo eravamo in pieno boom Benassistyle.

Il mio mitico collaboratore che svuotava la pista suonando lo stesso disco a ripetizione, prese coscienza che il famoso stile "alla Benassi" funzionava bene.

Per rinfrescarvi la memoria, si parlava di quacosa che era nato con questo brano qui :


Allora cosa ti va a pensare l'insindacabile dj ravanello?

Due genialate, ovvio.

La prima fu un mantenimento del suo status di incapacità che a quanto pare era paradossalmente un valido motivo per mantenere il posto in consolle a scapito di chiunque altro.

Quindi, il suo metodo "svuotolapistasuonandoaripetizionelostessodisco" vide con il brano di Benassi, il suo apice.

Tant'è che egli riusciva a far suonare quello stesso disco, nella sua interezza, mixato con una seconda copia di sè stesso e a volte addirittura con un remix tarocco che girava in rete, di sound completamente diverso (era na roba hands up, per capirci), originariamente a 140 bpm, rallentato poi a 128 per mantenerlo nel contesto.

Quindi avevi qualcosa come 20 minuti dello stesso disco a ripetizione e, come di consueto, essendo io il frontman, mi toccava beccarmi lamentele e vaffanculi da parte della gente.

Vuoi cambiare musica, stronzo?
Che dovevo fa'? Insultare il dj con cui lavoravo dando ragione al cliente? Fare un esposto alla procura? Parlarne coi gestori? Nominare un commissario Gabrielli della situazione? Invocare l'aiuto divino? Sperare nell'arrivo provvidenziale dell'armatura d'oro? Bestemmiare in lingua coreana?

Alcune di queste cose, effettivamente le feci, ma, i gestori si guardavano bene dal vagamente ipotizzare che il loro idolo dj verdura potesse fare stronzate al mixer.

Ovvio che se io segnalavo qualcosa che non andava, il problema ero io che chiacchieravo troppo, non certo lui che sbagliava. Perciò sucatevi i 20 minuti della stessa canzone e zitti.

Ma comunque, la seconda genialata del dj cavolinodibruxelles, fu quella di mettersi a produrre musica.

E cosa ti va a tirare fuori dallo studio di nonsocchì, il mitico personaggio?

Studiando, evidentemente a fondo il sound "allabbenassi" che tanto andava di moda, che comunque aveva dei canoni abbastanza definiti, vedi il basso electro, la vocina robotica, effetti come il "sidechain" e altre amenità, lui coi suoi compari, cosa ti producono...cosa ti producono???

Una roba  brutta  ATROCE non basata sui suoni di tendenza del momento, ma su un non meglio indefinito suono stile finta techno dei poveri del 1992.

Insomma, na roba che non c'entrava niente, come a dire quando vai ad ascoltare Giovanni Allevi e tra una sua composizione e l'altra, entrano in scena i Prodigy e ti fanno SMACK MY BITCH UP dal vivo, schiaffeggiando due puttanazze ignude sul palco.

Ma il geniaccio, il mitico dj verza, inizia un periodo di collaudo della hit che aveva prodotto, mixandolo in mezzo a due brani di successo, il furbo.


Quindi cosa avevi in serata, a parte un sottoscritto che si strappa i capelli?

No, niente, i 20 minuti di "allabenassi" diventavano 25, perché in mezzo il dj rapa ci metteva il suo bombone atomico, per fare sì che facesse imprinting nella mente della gente cosicchè finissero tutti per amarlo.

Poi vabè, dopo qualche tempo di sta tiritera, io da fijodenamignotta, chiesi al mio compare quando sarebbe stato pubblicato il suo capolavoro.

Rispose che non lo sapeva perché quegli stronzi di discografici lo avevano rifiutato tutti.

Il migliore, ammise, gli rispose con qualcosa come :" Sai, il brano non ci interessa, al momento siamo più orientati sulle hit".

Per dire FAI CAGARE.

Strano...

lunedì 7 dicembre 2015

Vita da DJ : il mio punto di vista - Parte 3

Eh beh...erano gli anni 2K, un'epoca di transizione, roba tipo che si passava da quel mondo in cui i diggei e i prodiuser erano tali se erano bravi, se guadagnavano due soldi e potevano comprarsi dischi e strumentazioni.

Perché allora dovevi avere i dischi, si, quei cosi grossi neri, oggi col cazzo che facevate tutti i dj se dovevate comprarvi i dischi....

Aneddoto a proposito dei dischi in vinile : mettevo dischi un pomeriggio in un locale dove venivano i bimbiminkia, che allora non si chiamavano ancora bimbiminkia ma lo erano eccome.

Era una roba strana perché io stavo lì magari nei negozi a comprarmi dischi fighi con aria sognante e hit del momento con aria rassegnata....sai robe atrocissime tipo....


....ma niente, quelli lì, i bimbiminkia del 2000 se ne sbattevano i cosiddetti delle mie presunte hit del momento che tutti i dj suonavano ma su MTV non ci andavano e quindi mi facevano rimettere il cd di ASEREJE delle Last Ketchup a ripetizione.

Comunque, ero lì che avevamo appena aperto e preparavo la consolle mentre in sottofondo andava un cd delle All Saints, mi arriva una smorfiosa di zero anni e mi fa :" Signore, scusi? Mi fa vedere quel cd grande?"

CD GRANDE???
Uhm...mi guardo intorno, non vedo niente che possa somigliare ad un cd, dicesi compact disc, dicesi robetta di pochi centimetri di diametro.

Ma niente, quella non molla la presa, continua ad indicare alle mie spalle.

Controllo sul muro, niente.

Che fare? Dove guardare? Come risolvere l'angoscioso problema? A quale santo votarsi? Che ha fatto la Roma? Chi ha fatto il buco nell'azoto? Come riportiamo a casa i Marò? 



Continuo a fare ipotesi su come disintegrarla, come far sparire il cadavere, arrivo anche a pensare di mangiarmela con un piatto di fave e innaffiare con un buon Chianti, finché San Gennaro mi fa la grazia e mi illumina.

Giustamente, una bimbominkiettina nata pochi mesi prima, come dovrebbe interpretare la sua prima visione assoluta di questo oggetto? 

Vaso di Pandora?
Lascio il resto ai vostri brillanti sensi di deduzione e intuizione.

Ma visto che oggi parliamo di aneddoti vi allieto con un altro paio di essi.

Stesso locale di cui sopra, pista piena, metto dischi commercialozzi tipo LA PASSION di Giggi, mi si avvicina una individua più grandicella della media bimbominkiosa.

Avevo notato che era una delle poche persone presenti che non aveva mai alzato il deretano dal divanetto.

Ok, taccio.
Evidentemente insoddisfatta della mia performance (e meno male che era l'unica, ma non si può accontentare tutti), si avvicina a me richiamando la mia attenzione.

Già immaginando il tono, decido di divertirmi e prestarle orecchio. 

Sicura, decisa, con l'espressione come a dire "Tu non ti sei reso conto di cosa stai facendo, sei offuscato dalla foga del mettere dischi  e io invece sono brava, sveglia, intelligente, presente, ho avuto modo di analizzare la situazione e ho tutto il diritto di dire ciò che sto per dire, cosa che tu dovrai trovare assolutamente sensata e agire di conseguenza all'istante"...

..un po', sapete, come quello che le donne tendono a suggerirti coi loro monosillabi in cui tu sei obbligato a comprendere testi lunghi come la Divina Commedia di coso, lì...

(Vabè a parte i commenti sessisti, su daje...non siamo nel posto per fare questo tipo di polemica, quindi non rompete.)


...insomma, arriva da me e mi dice la frase epica:

"Scusa, potresti mettere qualcosa di più ballabile?"


W T F ?

Non capisco, non ce la faccio.

Ho la pista piena, la gente balla e si diverte.

Cosa significa avere l'esigenza di qualcosa di "ballabile"...quando già ciò che esce dalle casse lo stanno ballando tutti?

Quale meccanismo mentale, quale misteriosa funzione neurale fa taggare la musica che tutti ballano come "non ballabile" tanto da dover richiedere a chi la sta selezionando di correre il rischio di deludere tutti gli altri presenti in un cambiamento di sound radicale?

Chiedo quindi spiegazioni alla strega malefica (perché altro non può essere) in questione e lei risponde con una seconda frase che diventa epica al quadrato....

"Metti qualcosa di più ritmato!"


WWW TTT FFF ???
Sgomento all'ennesima potenza.

Catastrofe, cataclisma.

Ma mettetevi comodi perché il mejo ha da veni'.

Il terzo aneddoto di oggi, narra di qualcosa di stroboscopico, fantastcientifico, tipo pubblicità Telefunken degli anni 80.


Stesso locale, situazione simile, ma come molti, mi toccava pure metter dischi a feste private e compleanni, sapete com'è, so du' soldi, tocca magnà.

Compleanno del bimbominkia-straviziato-bellodepapà, il gestore mi segnala da subito che il festeggiato fa il dj ed ESIGE di metter dischi anche lui.
Mi si presenta subito, quindi, primo ad entrare e mi dice che lui suona techno e che voleva techno per tutta la festa. No dico TECHNO, capite, voleva no cioè la TECHNO!!!!!


E io già lì a parlar di dj famosi, di scena BXR, di rave...

E lui, che mi guarda con aria vagamente stranita, misto tra Arnold quando fa "CheccavolostaidicendoWillis" e disprezzo tipo Hulk quando sderena Loki nel film degli Avengers.


E già io, sudorino freddo.

Ma vabè...

...arriva un po' di gente, ok, io inizio a metter su un po' di dischi auss (che era un genere di musica che andava all'epoca, comprendente brani funky house, underground, deep, tech house, electro, progressive e anche techno) e il folto pubblico inizia a muoversi.

Mi torna il bimbomink..ehm..il festeggiato, che porta i SUOI DISCHI.

Sudore freddo.

Riprendo a chiacchierare, gli faccio vedere qualcuno dei MIEI dischi techno e lui, nemmeno guarda. Gli chiedo che dischi ha, di farmi vedere qualcosa e lui, rischiando che lo smolecolassi con un mio fulmine-dell-urto-de-nervi mi risponde :

"....ma no, tanto è roba che non conosci!"

Che hai detto, fottuto bimbominkia, idiota, ignorante, presuntuoso e arrogante?

Con tutta l'estrema calma di cui sono capace, mi rimetto a selezionare i miei vinilozzi. 

Al che, EGLI fa presente che avendo pagato per l'evento, esige la consolle. 

No, tipo, SUBITO.

Prende due dischi suoi, un po' a caso e mette sui piatti. 

Parte una mus...un suono indefinito che non saprei descrivervi, na roba velocissima, malata, che sembrava uscita da un rave del 94.

Va avanti per un po', mixando GLI STESSI DUE DISCHI, alternando senza senso il primo e poi il secondo, poi tornando al primo e così via, senza rispettare melodie, metrica, tempo, buon gusto, logica, senso.

Col pitch al massimo.

No cioè, per i profani : il pitch è quella levetta a destra del giradischi, che serve a regolare la velocità, in modo che il dj possa mettere bene a tempo i dischi.

Praticamente questa robetta qui al lato con la lucina verde ^
Già i dischi erano veloci, poi li mandi pure accelerati......

Inutile dire che i suoi amici, inorriditi, scappano dalla pista, manco avessero visto Rosy Bindi farsi il bidè, ma lui nemmeno guardava, perché intento a rimirare il soffitto della discoteca, con occhi socchiusi tipo Ruggero dopo aver visto la spada de foco :

"Che ha detto?" "Amore, amore, amore!"
Durante l'operazione, io tentavo l'improbabile : sorridere al cliente pagante, con la giunta di uno zio scassacazzi (in realtà pare che l'evento lo avesse finanziato lui) che era accanto a me ad elogiare il nipotuncolo sottolineandone le doti indiscutibili, palesate da ciò che i miei poveri organi ottici stavano percependo.

Si stufa, il pischellino, deluso ma pronto ad uscirne da figo, affermando che non era ancora pieno il locale e quindi non era ancora il momento di suonare la sua musica .

Riprendo io, metto su UN disco e tutti tornano a ballare.

Ma roba tipo che quando era partito il suo disco, sembrava di essere davanti a Mosè che apriva le acque del mar Rosso, quando è ripartito il mio, Mosè le stava richiudendo. 

Arriva il clou : a 'na certa, il mitico diggei in erba (di quella buona), prepara un cd che lui richiedeva a me di riprodurre al momento opportuno, cioè leggi all'improvviso quando a lui sarebbe girato di fare.

Dopo un po' quindi, torna coi suoi dischi (gli stessi di prima) e chiede ordina di avviare il momento caciara della festa.

Metto 'sto cd e parte una marcia.

No, non nel senso di roba putrefatta, lo so che lo stavate pensando.

Ma proprio una roba tipo zumpappà zumpappà, accelerata e che si sentiva malissimo.

Sosteneva fosse una cosa che faceva sganasciare lui e i suoi amici di merende da tanti anni  mesi.

Inutile dire che il coglionazzo non se l'è strafilato nessuno, gli amici (traditori, stronzi) sono andati a limonarsi le amiche, le amiche single si sono riabbassate le minigonne e sono andate a ubriacarsi cercando di rimorchiarsi anche la guardarobiera e lo zio entusiasta era comunque sempre entusiasta.

Svuota che ti risvuota, dopo la simpatica gag, tolgo la marcetta demente e metto su UN disco : la gente torna a ballare.

E lui....il mitico, ormai entrato nei vostri cuori, che fa?

Piange e se ne va.
Perché nessuno mi vuole bene? Ora lo dico allo zio.
E infatti lo dice allo zio.

E questi un po' meno entusiasta, viene da me a dirmi che devo far suonare il nipote talentuoso, perché sì.

Faccio presente che avevo un attimo ripreso in mano la situazione perché altrimenti poverino, i suoi amici lo avrebbero ulteriormente umiliato, snobbato e ridicolizzato, prendendolo per il culo forever.

Lo zio, in effetti, un po' si era reso conto e aveva annuito in silenzio.

MA.

Dopo un po' che gli amicistronzi finalmente si divertivano e ballavano, arriva in consolle il gestore del locale a dirmi che effettivamente ero io quello un po' stronzo, che non dovevo metter dischi perché a pagare era lo zio entusiasta e lo zio entusiasta voleva veder suonare il nipoteminkia.

Io..sì...ok..ma se non balla nessuno......cioè...no tipo... Mosè che apre le acque...e tipo no cioè la musicademmerda... marcia idiota.... 

"Fallo SUONARE!" "si"
Torna coi suoi dischi, pronto a lanciarsi in nuove avventure musicali indefinibili, cerco di fargli presente che comunque un minimo deve accontentare le persone che ballano, anche se sono ignorantistronzichenoncapisconouncazzodibuonamusica e lui naturalmente, fa presente che quella che lui mette, è musica ballatissima in tutto il mondo, la famosa........

MUSICA TECNOLOGICA FRANCESE


Capito no?

Chiaro.

Voi ignoranti non avete idea di cosa sia, vero?

Allora vi giuro che ho fatto ricerche sul tubo per postarvi un video che renda l'idea di che cosa parlo e non l'ho trovato.

Vi posto questo, che rende VAGAMENTE l'idea, giusto per farvi venire qualche conato, dopo le risate che vi siete fatti alle spalle di un Sergiomarinidj del 2002.


Adesso potete morire.

Ciao, alla prox!

(Se sopravvivete).

PS: La serata è finita come è iniziata, con un paio di salite in consolle e di rese umilianti del bimbominkia e con lo zio che passava dal guardarselo come guardasse Mozart che parla di filosofia cinese con Einstein, all'incazzarsi con noi perché i suoi dischi non fomentavano le folle.

Comunque ci hanno pagato, poi sono spariti per sempre.

Esiste un Dio, sì.

domenica 29 novembre 2015

Vita da DJ : il mio punto di vista - Parte 2

Eravamo a fine '90 e inizio 2K e io stavo lì, in un locale forte a Roma, per la musica dance tranquilla.

Niente progressive, techno, trance, minimal, deep house, niente di cool, niente di underground, niente di figo insomma.

Commercialedemmerda, sì.

Allora capitò di fare una stagione estiva in una location molto cool del litorale romano. 

Bella storia, mi dissi.

Anche in questa occasione, consolle un po' a cazzo, dj improbabili, perché se uno fa parte dello staff, pure che mette musica demmerda, mica lo puoi lasciare a casa no?

Allora eccoci lì, in una consolle stretta, in cinquantatrè a suonare due dischi a testa, se mixavi veloce.

Io ero al microfono e lo spazio per l'indispensabile light jockey non c'era ma a nessuno fregava niente, perché i soldi lì si fanno coi biglietti e coi drink, mica offrendo un intrattenimento di buon livello.

Le luci del locale quindi, venivano lasciate in automatico, quindi erano sempre uguali, ipnotiche, per la serie "la sua soddisfazione è il nostro miglior premio" roba che poi uscivi che facevi "piripiripì gni gni prrrr"  :


Insomma, si era lì in tanti e ancora non eravamo in quell'epoca in cui "suoni se porti gente", tanto per dire.

E voi lettori, a istinto, penserete che si era in tanti perché tutti bravissimi a tenere la pista, a scegliere i dischi giusti, a mixare con tecnica e competenza.

Anche no.

Si era lì perché.......boh.........

Io servivo, ero bravo, forse uno dei migliori, quindi anche se ero antipatico perché andavo a spiattellare quando gli altri facevano cazzate che potenzialmente rovinavano la serata, avevo il mio posto.

E poi, senza falsa modestia, se ho il microfono in mano imposto la voce, carico, non copro la musica e la gente mi segue e fa i cori e poi esce tutta contenta dal locale.

Gli altri ventordici che erano lì, in quel locale estivo, no.

Uno impostava la voce parlando tipo goblin ritardato che ha appena bevuto una vodka al salame.
N'altro impostava la voce parlando tipo macaco dormiente che ha appena ascoltato tutta la discografia di Paolo Vallesi.
N'altro ancora, aveva parlata e anche aspetto fisico che lo scambiavi per un minatore dopo un turno di lavoro di 43 giorni e ti stupivi che non odorasse di carbone e grotta.
E poi c'era uno di quelli con la "S" romanesca, sai tipo "aò, sso disco è popo ssupendo".

Insomma ok, ero bravo al microfono, ma dovevo stare lì pure un po' per esclusione.

La domanda sorge spontanea, allora : perché tenere cinquantordici persone a lavorare in uno spazio ristretto, quando c'hai uno bravo al microfono, bravo a mettere i dischi e che poi sa anche produrli?

Tutti a zappare? Anche no.
Rispondere alla suddetta domanda, in maniera sensata, è pura utopia. Roba che fai prima a vedere un ufo volare sopra l'isola che non c'è, mentre Berlusconi si fa un aperitivo con un magistrato e gli passa davanti una gnocca di 20 anni, ma lui non se ne accorge.
In realtà di queste domande, ne ponevo, ahimè, non rendendomi conto che sollevando cotali questioni perdevo punti, anziché guadagnarne.

Le risposte erano più o meno tutte sul tipo "E vabè, ma lui sta lì da sempre...."

Giusto, mi pare, giusto.

Siccome un pirla viene messo in un posto di rilievo, poi lasciamolo lì perché sta lì da sempre anche se ci manda falliti.

Circolo vizioso.

Ma sapete, temo che questo non sia solo un fatto legato al mondo delle discoteche.

Vabè, ma torniamo al racconto : si avvicina agosto, notoriamente un mese morto per chi gestisce i locali, visto che all'epoca dei primi anni 2K, la gente aveva ancora i soldi per andarsene in vacanza e le grandi città si svuotavano.

Allora la gestione del mitico discoclub dove lavoravo, prende un po' tutto più alla leggera. 
Senza avvisare nessuno, fa subentrare alla direzione artistica del locale un misterioso individuo, che conoscevo di vista perché si occupava della stampa dei biglietti-invito anche durante la stagione invernale.

Ma roba che sbagliava i nomi degli artisti, le date, i loghi, e come grafica usava delle robe rubacchiate, perciò senza pagare copyright.

Un italiano medio, insomma, ordinaria amministrazione.

Bon, per miracolo della dea Athena, ci troviamo da soli, io in consolle e il tizio lì a dirigere la baracca.

Hallelujah, hallelujah!
Inizio la serata, la pista si tiene, mi sparo persino un po' di trance a inizio serata, perché io già masticavo Ferry Corsten, Chicane, Fragma e tante altre robe meravigliose.

Ovviamente passo poco dopo alla denz, commercialozza, easy.

Metto su un disco degli Eiffel65 e arriva il tipodirettore, con aria inquieta e cazzeggiosa mi fa "Ricordati che tipo di musica si suona in questo locale!".

Commerciale, cacchio. In questo locale si suona commerciale. E gli Eiffel65 sono commerciali. 
Nonostante questo, il direttorecoso, sembra soddisfatto (e ti credo), la serata finisce ottimamente e riesco a sboronare persino, chiudendo il mio dj set godendo con questo disco qui :


Impensabile suonarlo in Italia, vero?

La serata successiva mi capitarono in mezzo alcuni figuri di cui mai mi spiegai la presenza.

Nessuno mi avvisa che c'è una guest, nessuno mi fa presente che devo dividere la consolle.

Si presentano, uno fa il dj, l'altro, boh, il suo manager, impresario, bodyguard o chessòio.

Mai sentito nominare 'sto dj e ricordo a tutti che si era in una epoca ancora lontana dal "suoni se porti gente".

Quindi 'sto tipo sconosciuto, non era in consolle perché il locale era presumibilmente pieno di suoi fans, vedi suoi parenti e compagni di classe.

Non seppi mai nulla : tutte le mie domande non trovarono mai risposta.

Perché il direttorecoso lo voleva in consolle? Boh!
Perché non ero stato avvisato? Boh!
Chi era costui? Boh!

Il suo dj set era standard, stessi dischi che mettevo io, identici proprio.

Ma non parlava al microfono come me. 

Allora, caro direttoretizio, che ci dobbiamo fare con un dj sconosciuto, che non porta gente, che mette la stessa musica che metto io e che non incita le folle al microfono come me? No cioè, perché se fa qualcosa in più lo capisco, ma dato che fa qualcosa in meno, che senso ha?

Mah, boh, chissà.

Eppure era lì, mi impongonovelatamente di annunciarlo al microfono, con la gente in pista che mi guardava come a dire....

...e comunque, oltre a perdere il vantaggio di avere uno bravo al microfono, sto dj/minatore, presumo sia stato anche pagato.

Yo, bella bro, direttoretale, posso dirti che ho un dubbio...


Prima di lasciare il mixer al dj/minatore comunque, sboroneggio alla grande suonando due anteprime che avevo reperito, tramite conoscenze mafiose. Due nuovi singoli di due big artisti very famosi.

E il dj/minatore ROSICA.

Vedi a spacciarsi per "special guest"...

Dopo il suo comunissimo dj set, torno io e finisco benone la serata, ma c'era in ballo il secondo misterioso personaggio, non ve ne siete dimenticati vero?

Arriva da me, questo tale, senza presentarsi, senza che nessuno mi facesse sapere chi fosse e mi chiede "Ma senti, com'è andato X?" riferendosi ovviamente all'amico suo dj/minatore.

Per un decimo di secondo ho valutato se sorridere falsamente, fargli mezzo complimento appena sufficiente e tornare ai miei vinili. 

Ma sono troppo carogna dentro per non dire la verità, anche quando fa male, la mia ex lo sa bene (vero tesò? <3 ) e quindi risposi con tutta sincerità, verbale ed espressiva...

A chi ti riferisci, scusa? Ah già...
Valutai il suo set come standard, suggerii che era il successo del locale a dare visibilità a lui e non certo il contrario.

Il tipotale ci rimase demmerda, un misto tra "non mi rendevo conto di essere il manager di un pirla" e pure "ma tu non sai chi sono io, ma tu non sai chi è LUI.."....

E no, NO, tuttora non so.

Cioè l'ho visto, il minatore, in giro per Roma a far serate e anche a far qualche produzioncina di squallido successo.

Perché faccia serate? Boh.

Non che non fosse competente, cioè, no, capite che a mettere in fila le hit del momento è buona pure mia zia.

Ma come si faccia a convincere un direttorecoso che uno sconosciuto dall'aria sfigata sia un dj che valga la pena pagare per fare una buona serata, non lo capirò MAI.

Sono sempre stato chiamato a lavorare perché sono bravo, ma qui stiamo parlando del lontano anno 2000 e non fatico a pensare che già all'epoca la bravura non fosse un merito indispensabile per avere credibilità.

sabato 28 novembre 2015

Vita da DJ : il mio punto di vista - Parte 1

Erano gli anni 80 e mi sparavo a manetta il rap, l'italodisco e il synthpop.

Dopo gli anni di Run DMC, Public Enemy, De La Soul, LL Cool j, Kool Moe Dee e altri inferiori, di cui parlerò altrove, arrivò il preludio del tunz tunz.

Sbarellavo per Paula Abdul, che già già, era molto abballabbile, soprattutto con quel disco in vinile con su scritto "zitto e balla" in vari colori, ma che io ebbi in ciddì, rosso.

Era questo qua : 



E che poi ti partiva con una versione remix tamarra (per l'epoca) di COLDHEARTED , canzone che, fondamentalmente, era una merda, ma remixata era adrenalina che manco se ti trovi in una rissa tra Jedi e maestri di Hokuto, con 8 kg di popcorn al formaggio pronti, caldi e croccanti.

E godetevelo va, senti che bassline :



Che voce demmerda 'sta qua, direte voi.

E ok, infatti poi passai ai miei cari Pecciobbois, grazie alla loro prima raccolta, prima nel senso che poi ne sono venute a camionate, tutte uguali e utili quanto un guantone da baseball mentre sei al cinema a vedere un cinepanettone.


E qua si godeva e potenzialmente si gode ancora.

Ma come tutti sapete, sono cresciuto in una famiglia tradizionalista, roba che ho fatto prima comunione, cresima e mi gratto le palle pensando che prima o poi dovrò fare l'estrema unzione.

E per la mia famiglia tradizionalista, la discoteca era un mondo per matti e drogati.

Hey questa è la maxistoria..........
Quindi no, non ci dovevo andare.

L'idea che mi ero fatto era di un posto buio, puzzolente, sgradevole, pieno di umanoidi con problemi di tossicodipendenza, che giravano con in mano enormi siringhe piene di robacce perniciose, pronti a rincorrere le mie chiappe vergini per infettarmi.

Fassino, insomma.

I can't stop this thrilleeeeeeer......thriller night.....

Ma all'epoca si girava coi walkman, costosi pezzi di plastica in cui infilavi degli altri pezzi di plastica rettangolari, chiamati cassette, in cui venivano in qualche modo memorizzati suoni e musica.

Na roba vintage, quando non era vintage, per capirci.

E quindi, daje e ridaje de Paula Abdul, Pecciobbois e altre amenità che ascoltavo all'epoca, dalle cuffiette di amici e compagni di scuola (continuo ad escludere il mio capitolo rap, perché non attinente), invece uscivano robe più ritmate, abballabbili.

Mi capitò in mano una roba in cassetta, che poi scoprii in un cd, con una copertina strapezzente, contenente però diverse hit.

Questa roba qua.
E così si aprì il mondo tunza tunza.

Ma mica con la robaccia, no, c'erano robe di qualità, dai Black Box ai 24/7, da Ice MC a Double Dee....

...e per cronaca, a quei tempi non c'era internet, quindi i ciddì, te li procuravi noleggiandoli.

Noleggiai di tutto e approfittai pure di un negozio, qualche anno dopo, che prima noleggiava, poi fallì miseramente perché la gente che noleggiava, me compreso, copiava tutto infrangendo qualsiasi copyright esistente (Pirateria sUx) e quindi dopo un po' ogni singolo cd là dentro non serviva a niente.

La dance entrò nelle mie vene, passando per Cappella, Technotronic, 2 Unlimited e poi tanti altri bei progettini che facevano del periodo primi anni 90, uno dei più pheeghi della storia.

MA...la discoteca continuava ad essere un posto per matti e drogati.

...e la mamma preoccupata disse "Vattene a Bel Air"..........
Quindi no, non ci dovevo andare.

Epperò vaffancina a Will Smith, iniziai davvero a interessarmi al mondo del djing, facendo un corso per la tecnica di mix, comprando quel che potevo coi miei risparmiucci di post adolescente e allenandomi per ore a settimana su un mixer scrausissimo che ancora oggi funziona.

Questo,
 (foto estate 2015)
Allora tra corsi e feste con amici in cui suonavo a ripetizione Scooter e Rexanthony, ovvio, iniziai a cercare di capire qualcosa in più, anche perché prima di mixarmi le mie cassettine e regalarle a chiunque, mi informavo con le compi radiofoniche dei pischelli tamarri, che giravano con le Clio prima serie camminanti a onde sonore.

E lì...iniziai a farmi domande e a non trovare risposte.

Marzullo sUx.
Cioè non ascoltavo MAI i programmi radio cult del settore, acquisivo le mie informazioni studiandomi compilation, coi megamix delle radio locali e comunque nei negozi di dischi. Perciò sapevo un po' di nomi, tipo Albertino, Molella, Fargetta, Prezioso.

Li vidi dal vivo per la prima volta fare l'apertura al concerto degli East 17 (sì, adoravo gli East17), con i loro bei giradischi. 

Albertino presentava con la sua solita verve tipo appena uscito dal funerale del suo gatto nero, morto affondando nella palude, tipo Artax il cavallo di Atreju del LA STORIA INFINITA.

Gli altri tre mixavano le hit del momento.

Ok, Albertino.

Dj Albertino.

DEEJAY Albertino.

Non mi tornava.

Ovunque, DJ, DEEJAY, Albertino.

Ma...ma...non mixava.

Cioè no, io sapevo roba tipo che il dj, il deejay, il disk jockey era quello che selezionava e mixava.

Tipo roba che poi l'amico Provenzano faceva il "Mixa&Selecta" no?

Mica il "Speka&Jingoleggia", giusto?

Io volevo fa il dj.

Volevo prendere i dischi dalla valigetta, metterli sul piatto, su la puntina, smanaccia il pitch, smanetta il mixer, fai ballare e poi ricomincia, finché la gente non stramazza a terra.

E questo no, stava lì sul palco a parlare, a dire fondamentalmente cazzate.

Non mi tornava.

Vabè, dedichiamoci alla progressive, che poi ti arriva Robert Miles, fa il suo capolavoro epocale pietra miliare disco più bello della storia che poi io ti coverizzo una caterva di volte.



E lì allora me ne vado nei locali dove si suona la roba figa a cantare l'inno di quell'epoca :

"Noi non vogliamo, ballare commerciale! Duri! Cattivi! Pro-Gres-Sivi!"

Lacrimuccia.

Ma lì i dj facevano i dj.

Bismark, Vortex, Francesco Zappalà, Ricky Le Roy, e poi tutta la scena BXR.

Mettevano dischi, diamine.

Ecco, cosa voglio fare.

E lo facevo, mixavo, anche pur sempre parlando al microfono.

Incitavo le folle.

E infatti in quel mondo lì, il dj, deejay, disk jockey, sceglieva i dischi e li riproduceva sul piatto, mentre il vocalist, parlava, animava, diceva quasi solo stronzate, ma incitava le folle.

Io facevo tutte e due le cose.

D'altronde ero reduce dalla mia inizializzazione allo status di animale da palcoscenico, presentando feste di piazza e suscitando ardori del pubblico.

Poi, mannaggia, arrivò lui 


E iniziai a scrivere, comporre, remixare.
Era un campionatorino 8 bit, che si attaccava al computer ultrafigo dell'epoca, l'Amiga 500, poi sostituito dall'Amiga 1200.

E ci facevi musica!

Tunz! Tunz!

E allora, boh, Albertino era un dj e tutti lo chiamavano dj, ma non faceva il dj.

Picotto e Mario Più erano dj ma li conoscevi più come "quello fa i dischi" che come mixatori, perché a Roma e dintorni ci venivano pochino.

Quindi lo ammetto : io facevo il dj nel senso che mettevo i dischi, più cazzeggiavo al microfono in maniera efficace, più facevo le mie musichette con il computer, riuscendo a fare cose egregie.

E siamo agli anni 90.

Quello che "fa il disco", poi diventato quello che "ha stampato", era un mito.

Io lo feci per la prima volta nel 1999, quando poi entrai pure a lavorare in un locale figo di Roma.

Ma di dj ce n'erano già una caterva, quindi mi dissero che i dischi non li dovevo mettere, no, no.

Dovevo usare il microfono.

Poi di fatto i dischi li mettevo, ma sapete che carattere ho, non sono mai stato un leccaculo, anzi, andavo sempre a spiattellare in faccia le cose.

Se uno mi svuota la pista, vado a lamentarmi.

Se uno mette musica demmerda e la gente si lamenta con me (che sono sul palco e quindi il frontman della situation), che devo fare? Riferisco a chi di dovere.

Sto dj non conosce i successi del momento, ti spaccia dischi techno di 5 anni fa per house attuale, ti mixa demmerda, sovrapponendo melodie e cantati!!!

Sto dj non sente la pista, mette dischi sbagliati al momento sbagliato!!!

Una sera per caso, ci viene a trovare un cantante dance famoso, di cui non dirò il nome per evitare casini.

Lui.

Ci fa il regalo, sale in consolle, accetta di cantarci un disco suo.

Il mio dj, mette un disco.....suo........sì ok.......ma STRUMENTALE.




No cioè, licenziato in tronco per la figura demmerdissima, col pubblico, col cantante, con la scena club internazionale e coi princìpi di base dello show business?

No.

Ok, questo fa il dj.

E io no.

Vabè...sarà un caso.......

Altra serata, venerdì, locale semivuoto, il dj con cui lavoro ti piazza lì un remix di PERSONAL JESUS dei Depeche Mode, versione non autorizzata di ventordici minuti tutta uguale che lui aveva in vinile finto-esclusivo, chè ce l'avevano tutti ma vabè.

Il genio assoluto, se ne fa dare DUE copie.

Mette il disco, i quattro gatti in pista, miagolano lamentele e se ne vanno al bar a tentare di rimorchiarsi la barista, che era una mia amica ed era alquanto gnocca. 

(Lo è ancora)

Insomma, dj, mi svuoti la pista, che famo? 
Hai messo un disco che non c'entrava una sega, vabè, capita.
Mo' vedi di mettere un riempipista, che i proprietari del locale sono contenti e magari ci sganciano diecimilalire in più sul cachet.

Anche no.

Il genio assoluto, ne aveva DUE copie.

Oltre a far finire la prima copia del disco.....cosa fa?

La vedo come una scena al rallentatore, tipo quelle in cui poi l'attore del film americano fa "Nooooooooooooooooooooooooo" e corre scapicollandosi verso il disastro che sta per accadere, ma l'audio del film è a velocità normale.

Il genio assoluto, ne aveva DUE copie.

E le suona.

Cioè....il disco svuotapista, mixato con la seconda identica copia del disco svuotapista.

No, cioè, vabè.



E allora...?

Licenziato in tronco, fanculo, nano demmerda incapace?

No.

No e no.

Chiudo qui questo capitolo della saga, appuntamento alla prossima volta che c'ho voglia.

#deejay  #dance #edm #diskjockey #discoteca #albertino

venerdì 6 novembre 2015

Star Wars Ep.7 : la mia previsione.

Mia speculazione sul nuovo film della saga di Star Wars, dopo l'acquisizione dell'intero brand da parte della Disney.

Molti si aspettavano di vedere robe tipo un Topolino Jedi, ma per ora, grazie ad Athena, non sarà così, speriamo, forse, ipoteticamente.



Se conosco bene JJ Abrahms ho una vaga idea di quello che può star creando e inizio a spiegarvelo citando alcuni indizi.

1) Il cattivo : Kylo Ren, da dove salta fuori? Sì, tra videogame, miniserie e altri ammennicoli, si conosceva già come personaggio, ma perché vuole seguire, come visto dal trailer, le orme di Vader?

2) E' tutto vero : Solo racconta nel trailer, presumibilmente rivolgendosi a Rey e Finn, che le leggende sugli Jedi e sulla Forza sono realtà. Perciò capiamo che Luke non ha avuto nessun padawan e quindi tutto ciò che riguarda le trilogie precedenti è stato praticamente dimenticato. 

3) Dov'è Luke? : Questo è il grande mistero che attanaglia tutti! Mark Hamil è citato nel cast e ci sono sue foto in giro di lui con una barba lunga. Ma Luke Skywalker non compare nè nei trailer, nè nelle locandine. Si vede soltanto una mano robotica (la destra, la stessa che Luke perse ad opera di Vader, nella famosa scena della rivelazione della sua vera identità) che carezza R2D2. 



La mia ipotesi dunque è (perdonatemi, non so se essendo ipotesi vada messa come spoiler) che Luke ricoprirà il ruolo che fu di Palpatine.

Sì, insomma, Luke è diventato cattivo, passando al lato Oscuro!

Se ci pensate è perfettamente logico : Luke è figlio di Anakin, il primo che ha riportato l'equilibrio, il primo capace di tornare indietro dal sentiero del lato Oscuro, tanto che nel finale quando si festeggia cogli Ewok sulla luna boscosa di Endor, vediamo Anakin come spirito di Forza, con il suo aspetto da giovane.

Questo dimostra che è possibile tornare dalla parte del bene, diventare spirito di Forza, riottenendo l'aspetto che si aveva prima del passaggio al lato Oscuro.



Ma Anakin ha tentato pesantemente Luke, durante il loro scontro, tanto che il figlio ha aggredito il padre con rabbia e potenza, suscitando la soddisfazione dell'Imperatore.

Il lato Oscuro, con l'Imperatore e con Vader, è arrivato a dominare la galassia, mentre nei trailer vediamo Finn che da soldato imperiale, si lamenta perché non ha uno scopo, non è motivato.

Luke perciò può aver capito che il giusto sta nella figura del padre, cioè nell'equilibrio tra bene e male, non nello squilibrio verso il solo bene, che se diventa dominante, causa comunque danni.

Anakin era l'equilibrio tra Palpatine e Luke.

Venendo a mancare Vader, la Forza non aveva più equilibrio, perciò Luke può aver pensato di forgiare un discepolo : come ci disse Yoda, i Sith sono sempre due, un maestro ed un discepolo.

E dal momento che abbiamo per certo un cattivo, cioè un Sith, cioè Kylo Ren, chi può essere stato il suo maestro, dal momento che non ci sono altri Sith in giro, se non Luke che ha sfiorato il passaggio al lato Oscuro ed è figlio di colui che rappresenta l'equilibrio tra entrambi i lati?

La nuova trilogia, presumo quindi, sarà incentrata sulle figure di Rey e Finn, in puro stile JJ (che clona spesso e volentieri film del passato, vedi CloverfieldVSGozzilla o Star Trek 2-L'Ira di KhanVSStar Trek Into Darkness) che saranno i nuovi Luke e Leia, con Kylo Ren come nuovo Vader e Luke come nuovo Palpatine.

Il finale del terzo film, lo immagino con una chiacchieratona in cui si spiega che il giusto è nell'equilibrio, che non può esistere il bene senza il male ecc ecc...

Che ne dite? Vedremo tra poche settimane se e quanto ci ho preso.... :)