sabato 13 agosto 2016

HoVisto : STAR TREK BEYOND

Allora, se non ve lo ricordate, ve lo dico : INTO DARKNESS non mi aveva certo entusiasmato ed ero davvero perplesso riguardo questo terzo capitolo della (nuova) saga.

Come per i precedenti, anche qui ho letto critiche che vagheggiano dall'orto all'occaso, dalla tavanata galattica alla pietra miliare, dalla Korazzata Kotiomkin all'ipotesi Oscar anche per le comparse.

Non ho mai visto alcun FAST & FURIOUS, ho troppi pregiudizi su film di macchine per concedere al regista Justin Lin, due ore della mia vita in questo senso, ma se da una parte ho sempre apprezzato alquanto la cinematografia cinese, dall'altra effettivamente, con questo STAR TREK BEYOND ho dovuto ricredermi.

Lin, prende quanto di discreto fatto dalla gestione Abrams e lo riporta sul mondo Trek, in maniera sobria e assennata, senza strafare e senza estetismi disutili.

Se, ad esempio, nel primo film vediamo una sala macchine dell'Enterprise assolutamente ridicola, somigliante ad un hangar in cui si fabbrica birra e non certo a quanto visto finora nella saga, Lin ci mostra invece una sala macchine tutta nuova, perfettamente inserita nel contesto.

La Sala Macchine dell'Enterprise : manca il baffo Moretti....

Perché Abrams aveva mostrato una roba così inverosimile, anche dal punto di vista delle dimensioni? Ok, siamo in una linea temporale alternativa, la nuova Enterprise è molto più grossa di quella di Kirk versione Shatner, ma questo non dovrebbe significare una totale libertà narrativa a scapito del realismo.

Star Trek è stato sempre molto incentrato sul realismo, proponendo soluzioni tecnologiche credibili, auspicabili e anzi che a volte sono davvero divenute realtà.

Io ce l'avevo. Giuro.

Abrams ha sboroneggiato parecchio, ma mi sta bene, però deve avere un senso. Non puoi mettere lì una roba solo perché ti sembra figa.

Anche l'eccesso di lucine, di flares (quelle robe che ti sparano luce in faccia per un attimo), non è che siano proprio gradevoli, sai Abra'?

Comunque, tornando a Justin Lin, non ha fatto un capolavoro, anzi.

Come lo spirito dei precedenti due film, ha preso elementi dalla saga originaria, miscelandoli in un contesto attuale.

Kirk nel secondo film muore arrostito, ce lo ricordiamo? Ecco, nessuno ci spiega come mai in questo film sia vivo, vegeto e in buona salute.

E occhei...mo' ci saranno fumetti, videogiochi, fanfiction, romanzi e ventordicimila supporti ufficiali autorizzati dalla Paramount che possano parlare di come Kirk non era morto, di come è stato salvato da boh...i Borg...di come McCoy abbia fatto miracoli e così via dicendo.

Annateve a compra' er fumetto...insomma.

A me si.
Ma andiamo avanti : l'Enterprise viene distrutta e i nostri eroi si ritrovano su un pianeta sconosciuto, riuscendo poi a scappare con un'altra nave. 

Vi ricorda niente?

E non è un caso che parliamo del terzo film della saga.

Vabbò, ci sono le attenuanti : nella nuova serie non muore Spock...o meglio, non muore nel secondo capitolo, trasmettendo il suo katra a McCoy.

Poi bon, credo ci sia per contratto, nella gestione Abrams, il fatto che in ogni film debba cadere su un pianeta almeno una astronave.

E infatti, una volta smembrata l'Enterprise (i cattivi la stagliuzzano per bene, prima amputano le gondole, poi segano via la sezione a disco dalla pancia), la sezione a disco, che se ho capito bene, era sganciabile un po' come succederebbe poi alla Enterprise-D di Picard, finisce sul pianeta Pandora pianeta dei cattivi, dove atterra malamente, con una sensazione di dejà-vu se ripensiamo a GENERAZIONI.

E su GENERAZIONI ci si schianta un po' per colpa dei Klingon, un po' per colpa di Deanna Troi che aveva preso il timone. Qua ci si schianta un po' per colpa di 'sti cosi nuovi, un po' per colpa di Uhura....

...siamo lì, insomma, donne al volante.....

Parliamo dei cattivi : 'sto Krall, sembra un po' una via di mezzo tra Hirogen e Jem'Hadar.

Krall.

Ok...vabè...

Un Hirogen.
...e ok...rivabbè...

Un Jem'Hadar.
E direte voi che comunque siamo su Star Trek, gli alieni sono SEMPRE umanoidi con in lattice sulla faccia, non è che puoi amputare un naso ad un attore per fargli avere un look da alieno figo.

No, no, ok, e la computer grafica che ce sta a fa...

Insomma, tocca fa un cattivo? Bene, o ci mettiamo un cattivo storico, rivisto e corretto, o una razza già nota, ridisegnata e infighita, oppure il solito mostricione rettiliano verdognolo perfido un po' senza motivo.

E infatti Krall, non è che sia proprio motivato : serviva un cattivo che voleva sterminare tutti e bon, mettiamoci un ex capitano frustrato che non si sa come si mantiene in vita pippandosi qualcosa di cui non ci viene detto nulla, quel qualcosa che da umano col nome brutto (Balthazar Edison???) lo trasforma in qualcosa di impaurente.

Cioè...mai che ti trasformi in una bella gnocca o in un Jabba-The-Hutt o in qualsiasi cosa che non sia un alieno brutto.

Ma d'altra parte, la storia di una razza aliena che ha trovato un modo per mantenersi giovane, l'avevamo già vista.

Ecco.
Oh, ecco.

Poi che altro ingrediente mancava? Uhm...diciamo una ragazza immagine, qualcuno che motivasse un po', che spiegasse vagamente quanto è cattivo Krall e che desse una mano nelle scazzottate.

Allora prendiamo una bella gnocca, una di quelle che devi far vedere in giro durante la promozione del film, perché ce l'hai sotto contratto e siamo in un periodo in cui devono venire impostate una serie di nuove belle gnocche di Hollywood, ché Cameron Diaz è vecchia, l'epoca Megan Fox non ha attecchito e comunque è passata pure quella, quindi serve nuova patonza per far sognare gli americanozzi.

La mettiamo a fare un film di prestigio, e chissene se poi non è una bomba.

Il suo ruolo non serve a granché, difatti verso fine film è coprotagonista con Kirk di una delle scene più sborone dell'intera saga, poi sparisce e la ritroviamo a tentare di sbronzarsi.

E la doppia la mia amica Ilariaaaa...
Poco spessore, questo personaggio di Jaylah, poco utile alla storia, poco approfondito...ma sbandierato lì sui manifesti perché in Star Trek qualcosa di alieno-esotico ce lo devi pur mettere, anche a forza se necessario.

Qualche altra sboronata, ma vabè, te la gusti anche, tipo Kirk in moto, su una moto che in teoria era lì ad arrugginire da 70 anni, quindi comecacchiofaafunzionareeeee...

Poi bon...lacrimucce : un grande tributo al compianto Leonard Nimoy inserito alla perfezione nel contesto della trama e della tensione interiore dello Spock di Zachary Quinto. 

La foto del cast originale....nooo....pelle d'oca, ragazzi, pelle d'oca!

In tutto comunque regna una delle regole fondamentali dell'universo Star Trek : il posto dove è l'Enterprise, sia esso un pianeta, una stazione spaziale, un punto megastrategico importante vitale per la Federazione, è sempre il meno protetto della galassia.

La stazione in questione, Yorktown (bel nome...non era più figo chiamarla tipo Deep Space 1?), non ha mezza astronave, mezzo caccia, mezzo cannone, mezzo niente di niente a difenderla.

Bravi, geni, davvero.

Ma questo, appunto, succede SEMPRE in Star Trek.

L'Enterprise è SEMPRE l'unica nave a disposizione per salvare tutti.

Tirando le somme, comunque è un buon film : Lin utilizza gli elementi a disposizione in un ottimo modo, tenendo conto dell'imponente passato della saga, aggiustando gli eccessi di Abrams visti finora, sboroneggiando sopra le righe qua e là (parliamo del regista di Fast & Furious, insomma), con una trama poco impegnativa ma abbastanza in linea con il mondo Trek.

Non entusiasma certo, ma diverte.

E devo dire che ho apprezzato parecchio il finale : quello "Spazio, ultima frontiera..." con l'Enterprise-A in costruzione provoca la seconda pelle d'oca, dopo pochi minuti.

Bravo Lin, dai.

giovedì 11 agosto 2016

HoVisto : JASON BOURNE

Ho presenziato all'anteprima del film JASON BOURNE al Festival del cinema di Locarno. 

Vualà, che figo eh?

Bon, mi ero appassionato alla saga, tanto da considerare i primi due capitoli come tra i migliori film d'azione di sempre. 

Sul terzo capitolo...beh...noia...il quarto, non c'è Bourne, non l'ho nemmeno visto.

Ho letto il primo romanzo : Ludlum ha un indiscusso talento per concepire la vita di un agente segreto nei minimi dettagli, tanto da perdersi in pagine intere in cui spiega che anche modificare semplicemente il proprio modo di camminare, può aiutare a confondersi tra la folla, agli occhi di un killer che ti insegue.

Appassiona, sì, ma vabbè, alcune parti potrebbero anche essere un pelo più concise.

Ma arriviamo al quinto capitolo cinematografico della saga.

La proiezione sull'immenso schermo della piazza del festival è stata senz'altro suggestiva, ma, trovandoci in Svizzera, la proiezione ha mantenuto l'audio originale in inglese e ha pensato bene (trovandosi a pochi km dall'Italia) di offrire sottotitoli in tedesco ed in francese, in italiano NO.

Geni.

In ogni caso, conoscete la saga, di chiacchiere ce ne sono poche ed il sottoscritto parla inglese e francese, quindi bene o male ho capito un po' tutto.

JASON BOURNE è un film strano, in realtà : zeppo di stereotipi americanoidi, come l'inizio-clone di Rambo 3 in cui ci viene mostrato un Bourne che per campare, fa incontri clandestini di lotta.

E ok, ci può stare : le prende quando vuole, giusto per far scena, poi quando serve stende l'avversario con due schiaffi, due.

Dopodiché il film diventa il clone del secondo capitolo della saga, THE BOURNE SUPREMACY, con Alicia Vikander a fare una sorta di doppio gioco all'interno dell'agenzia, per cercare di far "rientrare" Bourne, un po' come fu il personaggio di Pamela Landy all'epoca del secondo capitolo e con un invecchiatissimo e quasi immobile Tommy Lee Jones a fare il ruolo di un capoccia dell'agenzia come fu il personaggio di Abbott, quasi analogo.

La Vikander è indubbiamente in gamba, riprende quasi il suo ruolo dell'androide Ava, visto nel film EX MACHINA, una donna fredda, calcolatrice e sexy quanto un lavandino : monoespressione per tutto il film, incanta coi suoi occhioni, ma appunto sono tratti giusti per il personaggio. L'unica pecca è che effettivamente ha un viso inadatto per qualcuno che fa tutto ciò che fa, per fare carriera. Sembra più una bambina ambiziosa che una funzionaria della CIA e questo forse stona. In un mondo in cui ti immagini cinquantenni co' la panza a gestire tutto, una ragazza così giovane, mette in dubbio il realismo della storia.

Tommy Lee Jones, boh...chi è? Ruolo poco "sentito" evidentemente, da un attore con la sua storia e con la sua faccia, ti aspetti qualcosa in più. Ha un'età, ok, magari è il caso che si dedichi ai nipotini, o ai pronipoti.

E poi lui, Matt Damon, che è Jason Bourne.

Niente da dire, sempre perfetto, impeccabile nella parte, invecchiato quanto basta, in forma fisica ideale.

L'unica trovata un pelo originale di questo film è il collegamento con il padre di Bourne, che però...mah...sembra un po' come quando in LAST ACTION HERO il protagonista deve sbattersi per salvare dal pericolo suo cugino di secondo grado...

...e ti fa pensare che nei prossimi anni vedremo un THE BOURNE FAMILY in cui la mamma di Jason, insieme alla zia, sono invischiate in una operazione di intelligence di respiro internazionale, di quelle che succede un gran casino per nulla, però vabbè, sono segretissime.

Il cattivo, cattivo, è l'ex signor Bellucci, Vincent Cassel, in pratica un riciclo dei suoi personaggi visti da anni, ad esempio il suo NightFox nel film OCEAN'S THIRTEEN .

La mia recensione finora, sembra voler dire che il film è una minchiata, ma no, dai, non lo è.

E' un ottimo action movie, come i precedenti, con tutti gli ingredienti che Hollywood sta impiegando in questi anni per tenersi a galla : allungare brodo, inserire attori di nome anche se bolliti, attrici che non hanno "le phisique du ròle" ma devono essere spinte come la mejo figa del momento, idee riciclate e per il resto ci pensa la CGI.

In ogni caso da vedicchiare.

giovedì 4 agosto 2016

Tormentoni is back : Andiamo a Comandare!

Eh sì, quest'anno ci risiamo.

Era un po' che non venivano fuori gli stramaledetti "tormentoni", ovvero quelle canzoni idiote al 1000%, che lobotomizzano il pubblico ma che riescono a generare una inversione di polarità sul culo di tutti generando inspiegabilmente, il sollevamento dalla poltrona.

E quanti ne abbiamo visti, sentiti e quanti siamo stati obbligati a suonare in consolle?

Marònn..se ci penso...

Da quella roba immonda di ASEREJE delle Las Ketchup, tre cessi sgallettati, incapaci di cantare, che proponevano una roba senza senso con un balletto degno di un ritardato mentale in estasi mistica, dopo aver fumato il cervello di un bradipo, sciolto nell'hashish scaduto misto a Dixan.

Per chi non lo ricorda...vi faccio reinorridire...


E che dire allora, di quella orribile filastrocca che ci fracassò i maroni una lontana estate di tanti anni fa, in cui una artista poco capace, mezza cozza, ma evidentemente molto fortunata, ci tormentava i neuroni con l'apoteosi delle rime baciate?



Vabè, senza che continuo l'incitamento al suicidio di tutti voi, risparmiamoci i vari Michel Telò, Papi Chulo e latineggianti vari.

Per qualche anno ci hanno lasciato in pace, nessuno riusciva a imporsi e i candidati al tormentoneggio erano comunque canzoni pop discrete, seppur semplici, tipo ROMA BANGKOK e simili.

Ma quest'anno no.

NO.

Torna la scemaggine, riaffiora l'idiotaggine.

Però no, vabè, spezziamo una lancia dai.

Indubbiamente siamo all'apoteosi del successo di ANDIAMO A COMANDARE di Fabio Rovazzi.


Allora, voglio dire cosa penso di questo pezzo, di questa produzione.

Non credo sia un tormentone idiota. Sì, lui sarà una meteora come per fortuna tutti gli altri suoi predecessori : le Las Ketchup, la Rossi, Michel Telò, Lorna, King Africa, Los Del Rio e via dicendo, sono morti e sepolti artisticamente poco dopo il successo del tormentone, grazie a Dio, Buddha, Allah, Athena, Odino e Anubi.

Ma la canzone.....così senza senso, avete notato il tono ironico, satirico ed il mondo che va a toccare?

Non so voi ma io seguo volentieri le varie pagine facebook satiriche, da Sesso Droga e Pastorizia a Cloroformio , da Lercio al suo acerrimo nemico Ah, ma non è Lercio, e così via e pensate un po' c'è pure chi followa Salvini.

Tutte entità satiriche, che parodizzano sul come funziona il nostro mondo del post millennium bug, del post cellulari (ora si chiamano SMARTPHONE, vi piaccia o no), del post musica-da-comprare, del post quarantenni-che-sono-gente-grande-che-lavora-e-invece-sono-pischelli-disoccupati.

E tutti che stanno lì a ricordarci che esiste l'ignoranza allo stato puro, la bastardaggine, la stronzaggine, citando anche presonaggi discutibili, casi di cronaca e fenomeni da baraccone vari.

Ecco... 
...appunto..
In questo contesto, ci si sganascia dalle risate sul Faccialibro e intanto si somatizzano realtà scomode, fino ad accontentarsi di 80 Euro come risoluzione di tutti i problemi del paese.

E Rovazzi chi è? Che fa? Da dove sbuca?

Boh!

E chissenefrega?

Ma avete sentito con cosa ci tormenta? Un brano nato da un videoclip : con i bambini, I BAMBINI di 4 anni che imparano pure la battutina introduttiva di Fedez e il momento di svuoto in cui J-Ax, 20 anni dopo il Tranqui Funky, gli grida "ma che cazzo fai?" con nessun genitore che si preoccupa come spiegare ai suddetti mocciosi cosa siano 'ste canne che Rovazzi non si fuma e sorridono se un bimbo da scuola materna ha imparato la parola "cazzo" dal tormentone estivo.

Un brano che parla di Pastorizia Lercia, di 'sto Rovazzi con la faccia da pirla che, immobile sul palco del Coca Cola Festival, anima le folle come fosse un fotogramma in loop di un film di animazione di Tim Burton.

Un trascinatore di niente, che, senza saper cantare, ballare, presentare, animare, suonare, performare fa un successone partendo dalla botta di culo di saper fare video.

E fa pure la storia : è la prima volta che un brano vince un disco d'oro senza mai essere stato pubblicato se non con il video su youtube.

Un video che sembra na roba ironica, ti viene da domandare se lo stop della musica e il "Rovazzi che cazzo fai?" di J-Ax siano solo nel video, mentre la versione "normale" del pezzo sia completa e senza pause.

No, non lo è.

E' uscita la versione singolo, con la stessa identica stesura del video. Praticamente dal video nasce tutto, la canzone ha una strofa e mezza e due ritornelli, poi c'è un allungamento di brodo alla fine, totalmente inutile.

In sostanza meno di due minuti di musica e sei disco d'oro.

Apprezzo la satira tipo PASTORIZIA, apprezzo anche il pezzo, indubbiamente facile e forte e non mi metto a paragonare Rovazzi ai vari Mimmo Amerelli o Gianlucagrignaniremix.

Sto solo riflettendo su quanto ANDIAMO A COMANDARE rifletta la società odierna alla perfezione.

Valore artistico non zero, ma meno duemila, però idee giuste e contesto favorevole.

E tanta gente che si sbatte in studio a cercare di far musica buona....a cercare quell'accordo, quel tema, scrivendo testi, studiando sonorità.

Però, Rovazzi, sputa sui fighetti, calpesta la cultura, passa con il trattore sopra a Ottaviani, Carola, Capriati, Benassi e tutti quegli italiani che nel mondo hanno fatto ballare più in paesi dove c'è un minimo di cultura che nel proprio d'origine.

In consolle Michele Misseri.

Ma vi dirò, massimo rispetto, però preferisco il trattore al dj tronista.

L'epoca dei dj veri è finita, l'epoca dei discografici pure.

Fai un video, un buon video, ignorando completamente concetti come ottave, stesura, composizione e fai il disco d'oro.

E chissà se la gente che lo ascolta ha capito la battutaccia su Guè Pequeno...?

Insomma, Andiamo a Comandare è senz'altro eleggibile come il tormentone 2016, senza scendere nel trash puro, squallido e socialmente corrosivo alla Rosario Muniz o alla Paolini o alla Diprè, ma anche senza essere un idiota finto figo che ti fa vedere bambini correre in consolle a chiedere di rimettere daccapo Dragostea Din Tei ventordici volte.

Un tormentone semplice, non troppo meritato, ma meglio di tanta zozzeria che ci ha fracassato la vita per anni.

E vabò....andiamoci a comandare, va'!

DJ CRONACHE - Episodio 7 - Tira più un pelo....

Altra puntata, altro momento epico trash grottesco da raccontare, liberamente tratto dalla mia vita diggeistica di tanto tempo fa.

Dunque, all'epoca ero in bilico tra la fine del mio rapporto lavorativo con un noto big della scena denz italiana, fine avvenuta per motivi a me tuttora ignoti, se escludiamo la testadicazzaggine del personaggio in questione, epperò lavoravo in un locale molto figo del centro Italia, durante il suo ultimo periodo di funzionamento, ché poi è stato il tracollo totale e ora mi pare di aver capito che stanno demolendolo.

Ce ne sarebbero e ce ne saranno di storie da raccontare su questo posto, ma oggi mi soffermo su un episodio accorso durante due serate della stagione inizio-autunno.

C'erano due personaggi che ruotavano intorno alla gestione del posto, un ragazzo figlio del proprietario e un tipo di quelli che si definiscono "organizzatori" perché prima del locale figo, avevano lavorato ad eventi di rilievo in altre situazioni, tipo Sagra della Pecora Der Paesello De'Noantri e il SuperParty di Compleanno di Zia Erminia, che compieva 72 anni.

Clubbing allo stato puro. Guardate lì a destra la nonna di Adam Beyer.

Con un curriculum così...e che te lo fai sfuggire un professionista del genere?

Anche no.

Allora tra questi due personaggi e alcuni dj inspiegabili, c'ero io che cercavo di tenere in piedi una baracca traballante.

L'organizzatore, coso lì, un uomo sui cinquanta, credo, morto di figa come pochi, aveva in mente un calendario di ospiti di rilievo per incentivare il popolo del clubbing a venire a ballare da noi.

Ma sapete, no? Robe tipo la megafiga apparsa al Grande Fratello di due anni prima o il dj di Radio Burina la cui selezione spaziava da YMCA dei Village People rallentata a -6, mixata con TRICK ME di Kelis accelerata a + 50, senza, giustamente cliccare su "master tempo" del cdj, perché sentire un brano pop come fosse cantato da Alvin e i Chipmunks, fa molto cool.

...e già che ci siamo, vi piace la caponata?

E non sto facendo iperboli.

Allora una sera ci viene superguest un dj che effettivamente era stato famoso negli anni 90 e che comunque apparteneva al team di una radio nazionale tra le migliori. E si porta dietro una vocalist gnocca.

L'organizzatore, coso lì, non è che si fosse fatto due conti sul tipo "ma che musica fa, questo?" oppure "piacerà al pubblico tipo del locale?" oppure "Che sound si aspetta la gente che viene a ballare da noi?"....ma no, a che serve farsi domande, direte voi?

D'altronde c'era la vocalist gnocca, chissenefrega del resto.

Magari, sapete com'è, capita una arrivista di quelle che te la mollano pur di fare altre serate, ché se sei in forza ad una radio nazionale, è pure normale che la dai all'organizzatore, coso lì, perché ti sbava dietro.

Nell'ipotesi, beh, facciamola lavorà, 'sta ragazza.

Comunque, la serata col dj in questione andò demmerda.

La sala dove suonavamo noi era bella grossa, roba che magari c'entravano pure 2000 persone, ma durante la serata ce ne saranno state massimo una 50ina e di quelli tipo che se non metti il tromentonedelmomento, il culo non lo alzano.

Dai, metti ASEREJE...

Poi vabè, se lo metti "no, questa la devo troppo ballà", si buttano in pista fomentati come un criceto davanti ad una ghianda, fanno tre passi, si guardano intorno, si sentono dei pirla, si voltano, cercano lo sguardo di approvazione degli amici e li trovano a fissare il nulla, come se il muro del locale fosse uno specchio della loro anima..

Poi si risiedono e aspettano.

Cosa aspettano, non si sa.

Comunque il dj ospite fa il suo lavoro, lui e la vocalist gnocca si guadagnano la pagnotta, anche se arrivano a supplicare la gente di alzarsi, spudoratamente proponendo voto di scambio, corruzione, con toni servili che manco Fantozzi col Megapresidente Arcangelo. 

Insomma, tirano fuori i gadget della radio e qualcuno il culo lo alza, ma sapete quelle scene patetiche tipo "Vendo mia madre per una t-shirt brandizzata"...

Il dj accenna una polemica al microfono, che poi era un modo educato e garbato di dire "Astronzi, se non ve do le majette cor cazzo che v'arzate eh?", in più detto in milanese.

E beh, comunque, aveva anche ragione.

La vocalist, indubbiamente figa, faceva il possibile. Ma era proprio il contesto a non funzionare : insomma lui era ed è tuttora un grande professionista, lei è bravina ma è ovvio che se fosse un cesso, starebbe a smadonnare per un licenziamento al mese, dovuto al Jobs Act.

Semplicemente l'organizzatore, coso lì, non doveva accettare la proposta del mangement che ti dava 'sta gente qui per quel tipo di serata.

Tant'è che poi, si chiamarono altri nomi, più adatti al contesto, tipo Gabry Ponte.

Capito no? Andiamo a comandare, proprio.

Loro, escono con tua figlia, sappilo.

Comunque, non finisce qui : dopo Gabry Ponte, il locale subisce un rimescolamento artistico, noi veniamo spostati nell'altra sala, quella principale e ripartiamo con gli ospiti.

E chi ti va a invitare l'organizzatore, coso lì?

Esatto : la vocalist gnocca.

Ma da sola eh?

Tipo che doveva fare da vocalist ai nostri dj.

Io suonavo poco, prevalentemente presentavo, microfonavo, vocalizzavo, insomma.

Quindi bon, facciamo la prima ora, poi annuncio la super ospite che tutti aspettavano e le lascio il microfono per esibirsi.

Roba tipo che alla gente in pista, fregava di lei quanto frega a me della discografia di Mimmo Locasciulli.

Stessi parametri proprio.

Lei, la vocalist patonza, si rende conto di suscitare poco intorno all'indifferenza nel pubblico e a microfono spento mi propone di fare tranquillamente tutto insieme, alternandoci, visto che io magari ecco, conoscevo meglio i miei polli, ovvero il pubblico, la musica del dj che suonava e come si fa il vocalist trascinatore di folle in discoteca.  I dettagli insomma. 

Io comunque non ero una bella fregna, non lo sono mai stato.

Allora, il dj in questione, di cui parlerò un'altra volta, mette su un pezzo di quelli che a Roma ci fai il coro "popopopo", a Viterbo forse, fuori dal Lazio non sanno manco che musica sia.

Quindi in un momento di silenzio della vocalist gnocca, prendo il microfono e con tutta la mia professionalità, nel pieno rispetto dei ruoli reciproci, dico "Facciamo vedere a XXX(La vocalist figa)XXX come si canta a Roma su questo pezzzoooo!"

E tutti "eeeeeeeeeee", leggete tipo coro da stadio.

Quando parte il momento di cantare, lei apre il microfono e invece di aver capito che brano sia e cosa va fatto per incitare le folle, si gira verso di me...e rompe i coglioni :"Allora, Sygma? Cosa si fa su questo pezzo? Dai diccelo...facci vedere..."

Cioè...sul momento in cui uno dei due doveva incitare il coro, lei se ne esce così.

Io taccio, per evitare polemica e per non far fare al locale figure demmerda : in ogni caso aveva lei il microfono in mano e dato che probabilmente l'organizzatore, coso lì, aveva cacciato più di mille euri per avere la vocalist gnocca in consolle con noi, stamose zitti che è mejo.

Non intervengo più durante la serata finché lei non finisce, saluta tutti noi con spirito compagnone, falsa come una banconota da 27 euro e 50 e se ne va.

Verso fine serata, arriva da me l'organizzatore, coso lì, che chiede un po' come era andata la pista.

Accenno una richiesta di chiarimento tipo dire in maniera educata "Ma che cazzo l'hai invitata a fa, sta gallina idiota?".

Lui risponde che è brava e poi me la volevo trombare è una gran professionista, ma soprattutto è molto figa.

Capito, no?

I requisiti indispensabili per investire dei soldi : un personaggio di cui non frega niente a nessuno, che non offre alcun apporto alla serata e che costa pure mille, dumila euri.

Però è bona.

Eh, allora ok.

Chissà se ancora l'organizzatore, coso lì, si domanda il motivo per cui la stagione in quel locale andò a puttane?

In entrambi i sensi in cui questa parola è interpretabile.

Chissà?

HoVisto : STRANGER THINGS (la serie)


Sì, mi ritrovo a recensire una serie, stavolta, ma va detto che una volta sparatimi gli 8 episodi di cui è composta, devo dare ragione ai Duffer, i due fratelli che l'hanno concepita, che hanno dichiarato apertamente che va considerato più un lungo film, che una serie a puntate.

Infatti, probabilmente, proprio per questo Netflix ha messo a disposizione tutti gli episodi in una volta sola, per i propri abbonati.

E sì, ne vale la pena.


Innanzitutto, come senz'altro saprete, si parla di una serie ambientata negli anni '80, con protagonisti dei ragazzini che scorrazzano con delle biciclette per le strade di una cittadina di provincia americanozza e poi ci sta il mostricione..uuu..miiii...che pauuura...


E non è che tutto ciò vi suona familiare, no, ve'?

A me sì.

I Duffer brothers, roba che sembrano più un duo che fa musica elettronica, dal nome, hanno abbastanza più o meno dichiaratamente dichiarato di aver tenuto in forte considerazione molti film di successo dell'epoca, allo scopo di tentare di riportare nella serie quelle atmosfere, tra Spielberg, Carpenter, e tra E.T., i Goonies, Stand by Me...ecc.

E senz'altro ci sono riusciti : la fotografia generale forse è un po' troppo moderna per apparire "ottantosa" ma il resto c'è, sembra di assistere a...

..a...

...no spett'nu' mument'..

..ma non c'era già stato pochi anni fa un qualcosa che parlava di bambini, di un mostro, negli anni '80, che si ispirava a E.T., i Goonies, Spielberg eccetera?

Eh, sì ragazzi!

Ve lo ricordate questo?



Ecco se non ve lo ricordate, leggete qui, va...

Dunque, ragazzi, NCS, non ci siamo. Le trame non sono così uguali, ok, la serie vira più sull'horror che sul buonismo come il film, però vabbè, dai : atmosfere ottantose, ragazzini in bici, un mostro, un poliziotto determinante, atmosfere alla Spielberg, citazioni varie....

Insomma, non è che si sia proprio scopiazzato, ed è pure vero che, insomma, alla fine s'è visto tutto, quindi riciclare qualche idea, è tollerabile.

E di fatto, comunque, STRANGER THINGS riesce clamorosamente nell'intento.

Musiche meravigliosamente richiamanti i suoni tra le musiche composte dallo stesso John Carpenter per i suoi film e magari, ecco, robe tipo i mitici Tangerine Dream.

Il logo della serie, così come molte tematiche affrontate, sono ispirate palesemente a Stephen King e a tutto ciò che erano le ambientazioni dei suoi romanzi del periodo d'oro degli anni '80.

C'è tutto insomma, anche una Wynona Ryder che non è particolarmente in forma, ma vabè, fa la sclerata e che altro doveva fare se non piangere e strillare per tutto il film?

I bambini sono i veri protagonisti, così come la bambina che ha il ruolo centrale, risolutivo, un Deus Ex Machina in tante occasioni.

Meravigliosi, bravissimi, sembrano davvero usciti da una roba tipo I Goonies che incontrano Elliot a Derry e cacciano Lo Squalo. Come siano stati trovati, bambini così bravi e dal look effettivamente ottantoso?

Vabè, insomma, vedetevela, davvero, anche se non terribilmente originale, vale la pena perdersi e fatelo anche con un ottimo impianto audio nel vostro TV o con buone cuffie nel vostro PC.




domenica 31 luglio 2016

DJ CRONACHE - Episodio 6 - L'inizio del male...

Eccoci qui, era un po' che non scrivevo una delle mie storie ad minkiam sul mondo dei diggei.

Ripartiamo con un episodio accaduto meno di 10 anni orsono.

Ero reduce da un periodo di hit stratosferiche, di successoni incommensurabili, di numeri uno, di tormentoni, di soldi, fama, gloria, belle gnocche, tour mondiali...

...finché mi svegliai tutto sudato.

E pensai di provare a "sposare" una cricca di serate, giusto perché c'era questa cosa della progressive che stava prendendo piede e toccava provare a sfruttarla, visto che era abbastanza in linea con il resto di ciò che facevo da sempre.

E niente, tra amici, amici di amici, amici di amici di amici, mi fanno conoscere un pischello, che per non inguaiare pubblicamente, ma più che altro perché non mi ricordo una sega di lui, a parte la vicenda che vi racconto, chiameremo con il nome fittizio di Dj Omo.

Insomma, sto ragazzo, credo fosse maggiorenne a malapena (io già superavo la trentina...), organizzava eventi e iniziamo a sentirci per vedere di fare qualcosa insieme.

Io mi occupo di produzione, non di eventi.

Tu ti occupi di eventi e non di produzione.

Facciamo entrambi i dj, vogliamo le stesse cose, dai, let's make lots of money!

Alla prima telefonata, mi sento trattare come una divinità : " Non ci credo che sso' a parlà cor grande SSssssigma, cioè no, popo ssupendo!"

E boh...vabè, sto al gioco, che devo fa? Il mio nome si era pure visto nello spot TV della compi di m2o, capirai, che figata, stai su Italia1 aò, mica su Retecapri.

Al che, lui mi fa "No comunque, mi devi troppo dì come stanno Emix e D-Lewis!"

E io che minchia ne so........i due in questione erano nel periodo d'oro der Diabbolika, l'epoca di "daje daje daje ebbombe bbombe bbombe!", quindi capirai, che c'azzecco io che faccio la commerciale su m2o?

E boh...vabè, sto al gioco, che devo fa?

Comunque, Dj Omo, mi invita ad un suo evento, da tenersi in un localino che era più piccolo del mio studio attuale,  in centro a Roma.

Arrivo lì, ci trovo lui, Dj Omo, insieme a n'antro pischello, sulla porta a "fa' le liste".

E vabè...organizzano, normale, ci sta che ti occupi PURE di pulire i cess  di controllare le liste, non si sa mai entra qualcuno che consuma al bar o che è vestito serio.

Entro nel locale, lui mi dice che mi raggiungerà a breve.

Mi guardo intorno ed effettivamente di pischellume ce n'era una marea. Ragazzine probabilmente tredicenni, vestite da mignotte,  non tenevano particolarmente a bada ragazzini probabilmente tredicenni, che le trattavano inspiegabilmente da mignotte, sbavando. No sul serio, sbavando.

Comunque vabbbè, sai, stamo in discoteca, ne ho viste di peggio.

Ascolto la musica : commerciale, ok, niente di impegnativo.

Dj e vocalist piazzati in una cosa che definire consolle sarebbe un po' come pensare ad un aeroporto internazionale ricavato in un angolo del bagno di casa mia.

Ma vabè, ne ho viste di peggio.

Al primo mix, il dj scavalla a cazzo di cane.

E vabè...sai che novità?

Al primo verbo emesso dal vocalist, mi prende l'urto di nervi.

Ma vabè, sai che novità?

Vado al bar, ordino una Cocacola e aspetto l'arrivo del Dj Omo.

Lui arriva dopo 10 minuti, intanto mi deprimo guardando l'ambiente e domandandomi che cavolo ci facessi io lì.

La sensazione era di essere al posto sbagliato, nel momento sbagliato ma soprattutto l'uomo sbagliato.

Cosa che effettivamente capii poco dopo.

Arrivò Dj Omo e iniziammo a parlare. E blablabla la musica de oggi, l'electro, la auss, la minimal, er Diabbolika, m2o, Provenzano, Remondini...

Al che lui mi dice qualcosa sullo stile (mo' non me ricordo le parole esatte) "Ma senti, ma come ti è venuta l'idea di SCARICHE?"

Uhmmm...........
Non avevo ben compreso.

No.

Arriva un suo compare prima che potessi inventarmi una risposta, anche se l'idea era quella di offrire il mio servigio di producer, lanciare Dj Omo nel dorato mondo della dance, in cambio di collaborazione nei loro eventi.

Sì, insomma, come fanno in tanti :" Te faccio er disco, tu famme sona'!"

So' cose che se fanno...

...e che ho fatto.

Il compare gli chiede qualcosa che non capii nella caciara, al che il Dj Omo mi presenta ad esso e lì il mio sospetto di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma soprattutto l'uomo sbagliato, crebbe iperbolicamente.

Dj Omo fa all'amico "Sai, lui è Ssssigma, quello che ha fatto SCARICHE!"

No...spetta...
Al che niente, mi sa che Dj Omo s'era scordato una consonante.

L'amico infatti mi stringe la mano, mi riempie di complimenti, e sei troppo un grande, sei troppo un mito, la tua canzone è na bomba eccetera.

Ma che cazzo è SCARICHE direte voi?

Fatevi due risate.


Si, avete visto bene.

Ora a parte la atrocità del brano in sè, che era un tormentone qui a Roma, si cantava in coro ar Diabbolika eccetera....

...visto il nome del progetto?

Ecco.

Dj Omo...mi aveva scambiato per un altro.



L'amico se ne va....e io in un impeto di lucidità, faccio presente l'errore.

SYGMA e STIGMA sono due cose diverse.

Certo, se il secondo nome lo pronunci in romanesco tipo "Ssssigma, Sessupendo, Sessùpido" e tutto quel filone di parole con S e T attaccate che i Romani non pronunciano bene, ovvio che puoi incadere nell'errore.

Insomma, ci guardiamo per un po'...lui non sapeva cosa dire, io nemmeno.

Saluto in maniera diplomatica, me ne vado.

Mai più rivisto Dj Omo.


HoVisto : GHOSTBUSTERS

Eh...è difficile recensire questo film.

Era da vedere, senz'altro, ma stavolta lo ammetto : la voglia di pagare per farlo me l'ha fatta passare il grande Doc Manhatthan, con la sua drastica (per il suo stile) recensione.

Ha ragione, da vendere.

Ma è effettivamente troppo drastico.

Alla fin fine, 'sto coso non è così sgradevole, è semplicemente noioso.

Un franchise leggendario come questo, non andava sprecato per un filmettino da fine luglio, che rasenta il livello b-movie, nemmeno fosse un Howard il papero qualunque....

Ma vabbè, andiamo con ordine.

L'idea di trasformare i 4 protagonisti in donne, è quantomeno inutile. Non aggiunge nè toglie nulla al film. Non si ha l'impressione di un senso logico in questa scelta, se non quello di volersi distaccare completamente dalla saga originaria.

4 uomini avrebbero creato un termine di paragone troppo forte e tutti avrebbero rimpianto gli originali.

Ma tanto....è comunque successo : i 4 personaggi sono più o meno caratterizzati allo stesso modo, solo che non funzionano, anzi, annoiano.

La noia, è il leit-motiv del film, solo la noia.

32 anni dopo l'originale non frega una sega a nessuno degli effetti speciali, quindi la storia ce la devi mettere, sennò ti fai battere da un Lo Chiamavano Jeeg Robot qualunque.

E così è, il film di Mainetti stravince su questa hollywoodata 10 a 1.

E lascio l'1 giusto perché un mezzo sorriso, effettivamente lo fai.

Le attrici sembrano bravine e scelte bene per i ruoli, tanto che la tipa che fa la corrispettiva di Egon, è palesemente ricalcata dalla versione cartone del personaggio :



 E' proprio la sceneggiatura a non funzionare.

La trama ricorda vagamente l'originale, che per l'epoca effettivamente funzionava, tanto da proporre un "ammuffito dio babilonese" sotto le sembianze di una donna con una tuta di plastica sberluccicosa e i tacchi a spillo, credibile. Nessuno la trovava ridicola.

Va' che figata di gif animata!
E che paura fottuta mi facevano i due cani demoniaci, quando ero piccolo? Maròònnnn...

Erano gli anni '80, diamine.

MA...

...nonostante l'estetica pachiana, tutto aveva un senso : il palazzo maledetto, il mastro di chiavi e il guardia di porta...

...in questo remake, invece niente, c'è solo un tipo sfigato che ha letto il libro delle protagoniste e TAC, diventa un genio e riesce a progettare un coso enorme che apre portali tra la dimensione di vivi e dei morti.

Mecocomeri, eh, figo 'sto libro.

Personaggi che si trovano lì per caso, senza una storia, senza una crescita, senza uno scopo.

I vecchi Acchiappafantasmi, avevano messo su una azienda, un business, si percepiva chiaramente il passare di tempo, settimane, mesi da quando la storia iniziava alla battaglia finale contro Gozer.

Qui no, nel remake, si ha l'impressione che tutto accada in mezza giornata e questo è un grave errore.

Lo è proprio perché se alla fine le 4 protagoniste sembrano diventate amiche per la pelle, se rimangono con il business avviato, devi spiegarmelo, caro il mio regista Paul Feig, devi mostrare cosa le ha unite.

In Ghostbusters 2016, invece, si propone uno schema, fatto di ingredienti che non si amalgamano : perché sono in 4? Boh!

Il personaggio della neGra Patty, che scopo ha? Perché ci viene mostrato? Boh!

Winston Zeddmore aveva uno scopo : i 3 fondatori della società, lavoravano, acchiappavano, stockavano e siccome Gozer stava arrivando, i fantasmi arrivavano sempre più numerosi. Il business aumentava ed è plausibile che sia potuto servire un aiuto, quindi un altro membro della squadra da assumere.

Patty no, entra così, perché ne ha voglia. Conosce le altre 3 per caso e niente..."voglio essere dei vostri perché conosco New York"....e le altre dicono di sì.

E il cattivo? Perché fa ciò che fa?

Ok, lo menavano da piccolo.

Tutto qua?

Siamo passati da uno strapotente dio babilonese capace di materializzare entità gigantesche a un cazzone che vuole distruggere il mondo così per capriccio.

Trovata geniale, daje.

Il resto è noia, appunto : battute che non fanno ridere, gag inconsistenti, fantasmi senza scopo, personaggi che rallentano.

Mi spiegate perché l'omino dei Marshmallow in questo film è un pallone? E che mi rappresentano gli altri pupazzi-pallone? E chi è il fantasma spilungone coi pantaloni a righe, perché ha quella forma?

Boh, tutto a casaccio anche se viene il dubbio si stia citando qualche usanza americana, qualche film che non conosciamo, qualche scena di qualche serie tv o chessò io.

Mi può quasi star bene la Ecto-1 rifatta col carro funebre : riprendendo la precedente versione derivata da una ambulanza, sarebbe stato tutto poco credibile, in quanto ormai, auto d'epoca, avrebbe avuto un enorme valore. Invece con una limousine anni 80, si ha l'impressione di uno scassone in buono stato e questo può rispecchiare lo spirito originario....relativamente...

La cosa più brutta : Slimer e signora.

No.

Cioè......NO.

Il resto è noia, come ho scritto più volte e, come capitato in una infinità di produzioni cinema, tv, cartoni degli ultimi anni, sui titoli di coda rimane il sapore della buona occasione sprecata.

Non puoi mettere un franchise di enorme successo come questo in mano a un regista che ha fatto filmoni come "Mi sono perso il Natale" e recitato in serie televisive indimenticabili come Pappa e Ciccia....

Non dico ci volesse Spielberg, perché pure lui ultimamente non è che brilli più e non dico che pure questo marchio sarebbe stato bene in mano a J.J. Abrams, che già ha dovuto mollare Star Trek perché impegnato a recuperare consensi dopo le critiche a Star Wars 7...

...però insomma, perché Hollywood continua a buttare soldi dalla finestra?

Bah...