Non sapevo nemmeno chi fosse Stephenie Meyer quando per la prima volta in libreria fui ipnotizzato dalla copertina de L'OSPITE : più volte ho rischiato di comprarlo, ma quando per sbaglio ho visto il primo film della serie TWILIGHT ho perso totalmente l'interesse.
Eppure quest'occhio inquietante mi inseguiva da una libreria all'altra...ma non ho ceduto alla tentazione di spendere soldi fino a quando l'ho trovato a due euro nel mio solito mercatino di libri usati...
Durante il periodo della lettura, nel solito scaffale dove ripongo i miei libri, questa copertina era comunque sempre rivolta all'ingiù...:D
Comunque, si è lasciato piacevolmente leggere : certo l'atmosfera teenager/harmony c'è anche qui, ma la storia riesce a coinvolgere se non altro per l'originalità delle descrizioni che vengono fatte dal personaggio protagonista Melanie/Wanda, dei pianeti alieni su cui ha vissuto.
Senz'altro è un romanzo leggero, con non troppa fantascienza esplicita (niente astronavi, klingon, spade laser o robot assassini), ma che trova il suo punto di forza nel rapporto insolito tra la protagonista, aliena si, ma praticamente terrorizzata dalle passioni e le emozioni umane, e gli altri che vivono nella grotta dove lei arriva.
L'immagine dell'alieno insomma ne esce rinfrescata : niente di particolarmente originale, queste "anime" vengono inserite nella testa della gente un po' come dei simbionti prepotenti che in breve tempo annullano la coscienza del loro "ospite" appunto, ma ne assumono i gusti, le movenze, le paure ma anche l'attrazione sentimentale e fisica.
Non sono quindi troppo in linea con i trill di Star Trek anche se per certi versi ne richiamano alcuni aspetti delle tradizioni e della spiritualità.
Mentre leggevo, ho anche visto che è in fase di lancio il relativo film : che coincidenza! Recensirò anche quello, pur temendo in una versione drasticamente sforbiciata del libro, che valorizzi la storiellina d'amore adolescenziale e sminuisca l'interessante rapporto sociale tra i personaggi.
Ho montato questo video per spiegare brevemente alcune delle tecniche più usate per influenzare l'opinione pubblica in situazioni come l'attuale campagna elettorale.
Guardate come vengono mostrati i vari politici dal TG5 : Berlusconi è circondato da gente in festa, mostrato perfettamente simmetrico, davanti all'obbiettivo, con luci chiare e tanto, rilassante, positivo colore azzurro-cielo. Stringe mani al pubblico, saluta sorridente, si vedono bandiere del PDL sventolare e quando si inquadra il pubblico, vediamo facce di belle ragazze, di giovani, tutti contenti, che applaudono convinti.
Un evidente messaggio che vuole associare all'immagine del Cavaliere concetti come sicurezza, serenità, allegria, energia giovane, positività. Lui viene posto (nonostante il suo candidato premier sia Alfano), al centro dell'universo, come l'unico salvatore che può rendere voi elettori, felici e spensierati come la gente in sala.
Il comizio di Bersani, invece, viene proposto con inquadrature molto strette in cui lui viene mostrato di lato e di solito questo è un espediente subliminale che suggerisce all'inconscio che Bersani non stia parlando con chi guarda lo schermo. Vedendo questo servizio, quindi, si avrà la sensazione che Berlusconi parli proprio a te, mentre Bersani parla a chissà chi, magari all'insonnolito giovanotto dietro di lui. Certo, si mostra anche la piazza, ma con scorci che tendono a minimizzare l'immagine del pubblico, come a volerlo mostrare poco numeroso e per niente festaiolo, come al contrario era stato mostrato di Berlusconi.
Nonostante Romano Prodi non sia candidato, nè effettivamente attivo tra le file del PD, il suo ingresso sul palco viene ovviamente sottolineato dal TG5, volendo probabilmente riportare alla mente l'associaizone Prodi-Euro, che tanto veniva sbandierata da Berlusconi anni fa. Prodi poi, ha un faccione bonario, un sorriso ebete, quindi la sola sua presenza aiuta il servizio a sminuire la forza del Partito Democratico.
Ecco Vendola, mostrato in primo piano, ma anche di spalle : l'inquadratura è evidentemente presa da lontano, forse dal retro del palco, in modo che Vendola risulti altezzoso e in ombra. Non solo : con lo zoom, si tende a restringere l'inquadratura e ad ottenere un effetto "schiacciamento", per far sì che l'enorme piazza del Duomo di Milano, sembri molto più piccola. La statua al centro della piazza, sembra così a pochi metri dal palco, quindi si suggerisce all'inconscio dello spettatore che non ci deve poi essere così tanta gente ad ascoltare il comizio.
L'audio originale del TG5 poi, ci dava un Berlusconi sovrastato quasi da applausi e urla di approvazione, mentre Bersani era nell'assoluto silenzio, come i suoi compagni di partito.
Si passa poi a Mario Monti, che effettivamente fa tutto da sè, facendosi riprendere davanti ad uno sfondo di
un colore bruttarello che comunque sarà stato accentuato da chi ha montato il servizio, tramite semplici filtri cromatici, gli stessi magari che avevano accentuato il colorito giovanile di Berlusconi e tutto l'azzurro celestiale che lo circondava.
Nel montaggio del servizio, Monti viene poi mostrato in situazioni "tipo" e guarda caso, proprio mentre un inserviente gli apre la portiera dell'auto-blu, prima che lui acceda a non si sa quale palazzo governativo.
Si suggerisce quindi che Monti è un politico lontano dalla gente comune, che ha chi gli guida la macchina, chi gli apre la portiera e magari a casa la servitù, giardiniere compreso. Le auto-blu poi, si sa, sono agli occhi degli italiani, l'emblema degli sprechi della politica, il simbolo della distanza del tipico onorevole riccone dalla gente comune che da lui viene bastonata di tasse, magari proprio per riempire il serbatoio di quella benzina carissima che nessun governo ha mai combattuto per far scendere di prezzo.
Anche Gianfranco Fini rientra nel servizio, per una breve battuta (non sia mai che si dia a Fini lo stesso spazio che si da a Berlusconi), ma anche qui con sapiente uso di filtri colorati, vediamo Fini nel buio, con quello che sembra un colorito facciale sgradevole e non salutare.
Modificare i filtri per cambiare il colorito facciale è una tecnica molto usata per rendere sgradevole un personaggio : prendiamo ad esempio Ingroia, che nel servizio vediamo per pochi secondi, con una facciazza tendente al verde.
Vi mostro quanto poco basterebbe a rendere Ingroia con colori e luci rassicuranti e vincenti, come viene fatto per Berlusconi :
Quale di queste due immagini vi suggerisce maggior fiducia verso Ingroia?
(Quella trasmessa dal TG5 ovviamente è quella a sinistra...........nel caso aveste avuto dubbi............)
Anche Beppe Grillo, come vedete dal video, viene mostrato con un assurdo filtro rosso, quasi demoniaco, con una inquadratura che lo vede dal basso, gridare verso non si sa chi (MAI che si inquadri la folla festante....quella forse appartiene solo al PDL??) e con un effetto zoom/schiacciamento che lo mostra quasi attaccato ad un muro grigio, con quattro gatti alle spalle.
Ma basta vedere il controcampo del comizio di Grillo, per capire che anche qui siamo di fronte ad una manipolazione : migliaia di persone lo acclamano e non c'è alcuna luce rossastra ad illuminare la piazza.
Vengono poi mostrati rappresentanti di partiti minori, una specie di alieno verde per i Pensionati e la sorella della compianta Rita Levi Montalcini che sembra illuminata da uno zippo.
In questi ultimi casi, fate ancora attenzione all'audio : Grillo sembra avere una voce stridula e fastidiosa che da una parte vuole ricordare quella di Hitler, dall'altra semplicemente suggerire di non votarlo. E' un semplice lavoro di equalizzazione, basta agire sui medioalti dell'equalizzatore (come quello del vostro stereo) e magari cercare anche di ottenere un suono distorto.
Invito tutti voi che leggete dunque a fare caso a questi che sembrano dettagli, ma in realtà sono forti aiuti per convincere chi guarda la tv (che sappiamo essere il mezzo ancora più seguito dalla gente per informarsi sulla politica ma anche in generale) a votare per l'uno o per l'altro candidato.
E' mio parere, comunque, che questo tipo di tecnica sia usata soprattutto da chi ha paura di non avere contenuti politici di spessore sufficiente per ottenere consensi elettorali nella maniera tradizionale. La solita storia della forma che vuole trionfare sulla sostanza insomma.
Ancora viaggi nel tempo, ancora Bruce Willis, che ci fa tanto 12 scimmie, ma anche DIE HARD che arriva quasi contemporaneamente a questo LOOPER, nelle sale con il suo cinquerdicesimo capitolo.
Mi aspetto prossimamente un allineamento alla saga di Fantozzi, con DIE HARD - RETIRE HARD, con John McLane che vuole andare in pensione, ma non può grazie alla riforma della Fornero.
Comunque, tornando a noi...
Nonostante il tema sia strasfruttato, l'idea di fondo è discretamente originale e fa sì che il film parta bene, abbastanza veloce e con una buona dose di nodi da sciogliere.
Non mi va proprio giù, però, Joseph Gordon-Levitt come versione di Bruce Willis da giovane : proprio dal primo DIE HARD sappiamo che faccia avesse Bruce negli anni 80 e JGL non ci somiglia molto, nonostante le tre ore di trucco subite prima di ogni ripresa e le lenti a contatto che gli colorano gli occhi di un verde pisello pastello, abbastanza diverso dall'azzurro di quelli del suo presunto alter ego.
Ma è dopo metà film che ci si inizia ad annoiare. Si scopre il motivo per cui il protagonista da vecchio torna indietro e fa quel che fa....(non spoilero, tranquilli) e da lì la storia rallenta bruscamente, fino ad una improbabile trombata tra Joe giovane e la personaggia interpretata da Emily Blunt, che non si capisce per quale motivo avvenga.
Buono il finale, non particolarmente sorprendente, ma gradevolmente tragico.
Da vedere senza grosse aspettative, meglio se avete già dimestichezza con meccaniche e paradossi tipici dei film sui viaggi nel tempo.
Certo comunque che Bruce Willis, per quanto gagliardo, non è che faccia di solito dei kolossal....
Offusca persino la campagna elettorale, persino Sanremo, che si sa, incollano milioni di persone e migliaia di giornalisti per giorni a parlare del nulla assoluto.
Il Papa si dimette.
Accidenti.
E mò?
Ma d'altronde, povero Papa Ratzinger, è stanco e affaticato, dopo tutto quello che nei pochi anni del suo ministero ha dovuto sopportare...è pure normale che se ne vada a ritirarsi in clausura.
Dopo lo scandalo Vatileaks, certo la vita della Santa Sede non è stata più la stessa.
E che dire dello scandalo dei preti-pedofili?
Ora però mi sovviene una riflessione, di quelle mie, che mettono a paragone le ciarle giornalistiche con la realtà quotidiana della gente.
Ma che cacchio ha da essere stanco 'sto Papa??!?!
Ziocane...vive servito e riverito, ricoperto d'oro e lusso, dice messa, fa viaggi, parla al microfono e ogni tanto twitta.
Embè?!
Che cazzo di scandalo è Vatileaks? Che gliene fotte al clero se scoprono qualche sospetto vago di irregolarità finanziaria? Che affaticamento comporta per Benedettosedicesimo?!?!
E i preti pedofili!??! Il Papa guarda Le Iene? E capirai...quando ne hanno scoperto uno, che fatica immensa avrà mai fatto il Vaticano per risolvere questo problema?
Denuncia alle autorità? Scomunica? Fustigazione? Crocefissione in sala mensa?
NO, gli cambiano parrocchia, perchè non sia mai che poi la gente parla male..........
E il Papa è affaticato da questo?
Sono sacrilego se auguro al Papa che quando morirà, invece di ascendere al cielo circondato da putti e cherubini, si reincarni immediatamente in un minatore?
Poi per carità, povero sant'uomo che ha tanto fatto per il mondo.....................................................sono note a tutti le sue opere di bene, i suoi enormi sacrifici per aiutare i figli di Dio..............................
Giovanni Paolo II è rimasto al posto suo fino all'ultimo, anche se era malato da anni.
Lui che fa? Si ritira in clausura, sai com'è, s'era stancato, poverino.......
E i giornalisti che commentano....oh...guardatevi il film di Nanni Moretti, HABEMUS PAPAM.........una enorme minchiata di film, bellissima fotografia, idea originale, ma con un finale che ti fa cascare i coglioni per terra e augurare che rotolino dentro un tombino.
Ha ragione Crozza, se ora il PD vince le elezioni, Bersani è talmente sfigato che la notizia del nuovo Governo, passa in secondo piano perchè i giornalisti dovranno farci la cronaca minuto per minuto del momento in cui saremo senza Papa in carica e Joe Ratzy passa dai megalussuosi appartamenti papali al senz'altro umile e modesto sgabuzzino dove vivrà in clausura.
E ora, tutti a tifare Silvio, dai Berlu è il tuo momento!!!
In giro avevo letto commenti decisamente contrastanti su questo nuovo lavoro dei fratelli Warcozzi. Chi me lo sconsigliava perché una cagata pazzesca stile Korazzata Kotiomkin, chi mi diceva che era meraviglioso ma andava capito.
Non sono in linea con nessuna corrente, ma devo ammettere che mi è piaciuto.
E' una sensazione nuova, diamine!
Mi viene da dire che è un film-matrjoska ma non è così, in quanto le bamboline non si nascondono una nell'altra...e si sa che ai Warchowski, le bamboline russe non piacciono, tant'è che all'epoca di MATRIX - RELOADED si ipotizzava la teoria della "matrixoska" per spiegare la scena in cui Neo distrugge le seppie con la mano anche fuori da Matrix.
Comunque...matrjoske a parte, CLOUD ATLAS è proprio bello.
Le storie sono apparentemente scollegate, ma si collegano i sentimenti che lo spettatore prova, seguendole. Appunto è una novità : non si assiste solo ad una serie di vicende parallele che si svolgono in diverse epoche del tempo, ma ognuna di esse ti porta ad emozionarti allo stesso modo, concludendosi poi tutte con visioni diverse del binomio vita/morte.
Se siete abituati ai cinepanettoni, lasciate perdere.
Se vi è piaciuta quella merda di PROMETHEUS ugualmente lasciate perdere CLOUD ATLAS.
Se vi è piaciuta la trilogia di MATRIX (e io sono uno di quelli che piangono di rabbia per il finale stronzissimo), ma se vi è piaciuta davvero, non solo per le sparatorie ma per il suo intrico mistico-religioso-filosofico, munitevi di un ulteriore upgrade di apertura mentale e andate pure al cinema.
Recitato meravigliosamente, l'unica che ho trovato un po' sottotono è Halle Berry, buona la fotografia, eccellenti le scenografie ed i costumi.
Ci tengo comunque a sottolineare : se per voi MATRIX è un film che parla di guerra tra umani e macchine, lasciate perdere e occhio a non confondersi con TERMINATOR.
Ma ugualmente se siete tipi da apprezzare i soliti film melodrammatici italiani che parlano sempre e solo della mafia che fa stragi, non guardatelo.
Avete mai letto un CAPOLAVORO? Io si, finito oggi.
Stephen King ne ha tirati fuori di romanzi meravigliosi, ma il suo ultimo periodo non sembrava particolarmente florido.
Non seguo la serie della Torre Nera, nè ho letto THE DOME, ma avendo dato una letta in giro e avendo alle spalle DUMA KEY, non mi aspettavo di trovarmi di fronte a qualcosa del genere.
DUMA KEY non è male, ma effettivamente rispecchia il King attuale, maturo e attento ai dettagli, ma troppo spesso prolisso e talvolta addirittura noioso.
Conitnuo a pensare al mio tentativo fallito di leggere LA STORIA DI LISEY, una cosa atroce, una noia mortale, un qualcosa di inconsistente, tanto che fino a dove sono arrivato io, non succede assolutamente niente. Nonostante questo c'è chi grida al capolavoro anche per questo mattone assurdo...bah..
Ma torniamo a noi.
Questo romanzo dal titolo inmemorizzabile, parla, come saprete di Lee Oswald, l'uomo che (si dice) abbia ucciso John Fitzgerald Kennedy e mi perdonino gli eredi del defunto presidente USA se pensando al secondo nome di JFK mi viene sempre in mente lo sketch di Aldo, Giovanni & Giacomo che interpretano tre feti nella pancia della mamma e Aldo dice che una volta uscito, vuole chiamarsi appunto Fitzgerald.
Il protagonista, Jake Epping, viaggia nel tempo entrando in una sorta di varco dimensionale che porta sempre allo stesso giorno del passato. Non vi racconterò molto altro della trama, perché ci tengo che lo leggiate, quindi mi limiterò a dire che questo romanzo parla di Oswald, di patriottismo, della vita negli anni 50/60, di danza, d'amore.
Iniziatelo e vi renderete conto di non star leggendo un libro, ma di essere anche voi in qualche modo trasportati nel tempo, vivrete sulla spalla di Jake (che si cambierà nome in George Amberson), come uno spirito guida e vedrete realmente ciò che vede lui.
Certo, la narrazione in prima persona, aiuta, ma diamine, mai visto un romanzo che ti fa davvero vedere le luci, le auto per la strada e a proposito di auto, ti fa innamorare di questa:
Jake/George la acquista nel 1958, appena arrivato nel passato e se ne innamora, rimanendole fedele per quasi tutta la storia e credetemi se vi dico che anche voi andrete a cercare foto, caratteristiche della Ford Sunliner e dal momento che avrete letto 22/11/'63 se vi capiterà di vederne una, rimarrete senza fiato.
Non so come altro convincervi che siamo di fronte ad un libro meraviglioso, fatico a esprimere la mia tristezza nell'averlo chiuso, per la prima volta avrei voluto che una storia non finisse, quasi pensavo di ricominciarlo daccapo...
Vi accenno ai difetti, perchè sì, ne ha.
Iniziamo con il più evidente parallelismo, quello con la saga di RITORNO AL FUTURO.
Ok, la scelta del periodo di viaggio nel tempo è obbligatoria, trattandosi dell'omicidio di Kennedy.
Ma Jake, per guadagnare soldi, si porta dal futuro alcuni risultati sportivi....
...il che ci ricorda davvero tanto quel Biff Tannen che ruba l'almanacco sportivo a Marty McFly per darlo a sè stesso ed arricchirsi, no?
Vabè...diciamo che era anche una cosa plausibile : dovendo operare in una sorta di mondo nuovo, che si conosce in parte dai libri di storia, Jake/George non poteva mettersi subito a cercare lavoro per tirare a campare. Il varco temporale porta nel 1958, l'omicidio di Kennedy avviene nel 1963, quindi egli deve rimanere per 5 anni della sua vita nel passato e ci può stare che si metta a scommettere, tant'è che ne pagherà amaramente le conseguenze....
Occhio, da qui in poi SPOILER, quindi se non volete rovinarvi il finale NON LEGGETE!
L'altra grande, stavolta eccessiva, somiglianza con RITORNO AL FUTURO, sta nel finale : Jake riesce nel suo intento, ma questo ha effetti devastanti e quindi, tornando indietro, si ritrova in un 2011 alternativo, un mondo brutto, violento, devastato da terremoti, criminalità e tutta una serie di fatti conseguenti a ciò che lui aveva cambiato nella sua permanenza dal 58 al 63.
Proprio come Marty e Doc che, dopo il casotto creato dal Biff vecchio, si ritrovano in un 1985 alternativo, un mondo brutto, violento devastato da Biff Tannen, ricco imprenditore, incredibilmente fortunato al gioco.
Non so cos'altro dirvi, se non darvi il consiglio di correre in libreria a comprarlo.
Vi giro questo comunicato, che ritengo importante.
Comunicato A rischio chiusura l’ambulatorio età evolutiva del CEM (Centro Educazione Motoria) di Roma
Il COMITATO GENITORI dell’AMBULATORIO ETà EVOLUTIVA DEL CEM (Centro Educazione Motoria) di via Ramazzini, 31 - Roma indice una MANIFESTAZIONE di protesta per il giorno mercoledì 16 gennaio 2013 dalla ore 10.00 alle ore 13.00 presso il cortile della CRI comitato provinciale di Roma, via B. Ramazzini, 31 – 00151 Roma, all’interno della cui struttura risiede il CEM, per protestare contro la volontà di chiusura immediata di un servizio ambulatoriale rivolto a bambini da 0 a 14 anni.
35 bambini, la maggioranza dei quali con riconoscimento della disabilità grave (L. 104/92) verranno lasciati soli insieme alle loro famiglie.
Soli!!! Perchè le altre strutture sul territorio sono insufficienti ad accoglierli, se non dopo anni di lista di attesa.
Soli!!! Con un progetto di lavoro da completare, ma che si interrompe "magicamente" ... pufff , non c'è più, non esiste più, non esistono più.
I servizi offerti dall'AMBULATORIO dell'età evolutiva del CEM articolati in progetti di medio/lungo termine, trattano le seguenti patologie:
- disturbo evolutivo e specifico del linguaggio
- disturbo dell'apprendimento
- disturbo della coordinazione motoria
- ritardo psicomotorio
- ritardo cognitivo
- disturbi dello spettro autistico
- sindromi
- paralisi cerebrali infantile.
Il progetto riabilitativo individualizzato può variare da tre a dodici mesi rinnovabili, a seconda della disabilità trattata (o cicli continuativi nel tempo).
L’intervento prevede una presa in carico globale da parte dell’equipe riabilitativa multidisciplinare dell’ambulatorio (2 neuropsichiatri infantili, 2 logopediste, 1 terapista della neuro psicomotricità dell’età evolutiva, 1 psicologa), sia con un lavoro specifico sul bambino, sia con la famiglia e con i servizi correlati (quindi anche con la scuola).
Il bambino si avvale di sedute a frequenza bi/quadri settimanale di terapia riabilitativa in seguito a valutazione personalizzata del caso.
La famiglia del bambino viene seguita attraverso colloqui di sostegno psicologico e psicopedagogico per essere supportata durante il percorso riabilitativo del figlio, per raggiungere insieme gli obiettivi previsti e condivisi.
In ambito scolastico sono previsti colloqui con insegnanti e familiari per pianificare una programmazione didattica individualizzata, per supportare un inserimento sociale adeguato, che permetta al bambino di usufruire degli ausili necessari per superare le problematiche esistenti; se presente l’insegnante di sostegno, per legge sono previsti i GLHO (Gruppo Lavoro Handicap Operativo).
Nella pratica terapeutica, quanto sopra esposto si traduce attraverso l’instaurarsi delle relazioni di fiducia da parte della famiglia e della relazione empatica con il bambino, grazie alle quali è possibile costruire un percorso riabilitativo efficace ed efficiente.
Gli utenti di questo Ambulatorio sono minori e sono disabili e per questo rappresentano una categoria particolarmente fragile, che va tutelata e protetta anche dal rischio psicopatologico indotto da un’interruzione di terapia non programmata.
Purtroppo la struttura e tutto il suo contenuto umano, verrà smantellata. Sui NOSTRI figli verrà scaricata la grave incapacità di coloro che hanno prodotto il collasso di un servizio che lavora per l'inclusione sociale di bambini ai quali la vita ha voluto dare un percorso difficile.
COMITATO GENITORI dell’AMBULATORIO ETà EVOLUTIVA DEL CEM